Ansia

L’ansia può avere diverse forme, può essere generalizzata (diffusa e presente tutto il giorno) o può essere una fobia specifica (per un oggetto o situazione). I disturbi d’ansia sono legati sensazioni di paura, preoccupazione, confusione, sensazione di fiato corto, nodo allo stomaco, tachicardia, etc. e sono tra i disagi psicologici più diffusi.

Cos’è l’ansia

Partiamo da un concetto semplice, forse banale, ma estremamente importante: l’ansia è una reazione sana, fisiologica, del nostro corpo e svolge l’importante funzione di attivare i nostri sensi, il nostro corpo e la nostra mente di fronte ad uno stimolo o ad una condizione che percepiamo come pericolosa o stressante.

Questo vuol dire che non tutta l’ansia è nociva e quindi non tutta l’ansia deve essere “tolta” dalla nostra vita.
Cosa accadrebbe se non provassimo ansia davanti ad una sfida/compito per noi importante? Un esame all’università, un colloquio di lavoro, una novità importante, il nostro matrimonio, etc. non andrebbero come vorremmo semplicemente perché non ci abbiamo pensato abbastanza, non ci siamo attivati abbastanza, non “siamo andati” abbastanza in ansia.

Il discorso cambia, e lo fa drasticamente, quando l’ansia diventa disfunzionale; quando è eccessiva rispetto allo stimolo che abbiamo di fronte, quando appare ingiustificata e quando degenera immobilizzandoci, togliendoci il fiato, causandoci tachicardia e sudorazione. Quando si impossessa di noi rovinandoci la vita ed impedendoci di fare ciò che vorremmo.

Le patologie ansiose

Le patologie ansiose sono numerose (i manuali diagnostici ne individuano 7) ed estremamente diffuse; basti pensare che una persona su tre nel corso della sua vita ha sperimentato o sperimenterà un disturbo ansioso.

Tra le patologie ansiose più comuni ci sono gli attacchi di panico, l’ansia generalizzata, l’ansia sociale, l’agorafobia, le fobie specifiche e l’ansia da separazione.

I sintomi dell’ansia

I sintomi sono per la grande maggioranza comuni ai diversi disturbi, ma ciò che determina una diagnosi piuttosto che l’altra sono gli elementi scatenanti (cosa determina l’insorgenza del disagio), l’intensità e la durata dei sintomi.

I sintomi dell’ansia, seppur variabili tra un disturbo e l’altro, consistono in tachicardia, fiato corto, sudorazione (caldo/freddo), problemi gastrointestinali, giramento di testa/confusione, paura di impazzire e di morire.

Curare l’ansia

Adesso però la buona notizia. Per quanto possa sembrare difficile da credere l’ansia è un disturbo che può essere trattato con elevate probabilità di successo ed in tempi relativamente brevi.

In molti, tra coloro che soffrono d’ansia, tendono a dividere la loro vita in due parti: la vita prima dell’ansia e la vita dopo l’ansia e cercano invano, da soli o con l’aiuto di un professionista, un modo per “gestire l’ansia”.

Nulla di più sbagliato.

L’ansia non va “gestita”, ma curata.
L’idea di dover trovare un modo per “gestire” l’ansia è già di per sé stessa disfunzionale, poiché pone la persona in una condizione di sudditanza, di dipendenza, nei confronti dell’ansia.
È la persona, siamo noi, a dover controllare l’ansia e non viceversa da lei farci controllare.

Troppo spesso durante la terapia sento persone che hanno rinunciato (meccanismo di evitamento) ad attività per loro importanti per paura dell’ansia (meccanismo di anticipazione).

C’è chi non riesce più a guidare, ad uscire di casa da solo, ad affrontare una sfida importante per la propria vita, a frequentare amici, a fare la spesa, a prendere un aereo, ad andare al ristorante o in vacanza. L’ansia è subdola, ci si adatta, ci si fa l’abitudine, spesso evitandola ci si convince di stare meglio, nonostante le rinunce, ma la verità è che si limita la propria vita per paura di affrontarla.

Per curare l’ansia esistono diversi modi, c’è chi preferisce provare da solo, chi ricorre ai farmaci e chi intraprende un percorso di psicoterapia. Non c’è un metodo giusto ed uno sbagliato, ma semplicemente il metodo che funziona per la specifica persona.

Per orientamento personale e professionale ritengo indubbiamente la psicoterapia la strada più valida ed efficace, ma ripeto, non è necessariamente l’unica.

Terapia per l’ansia

Ogni intervento psicoterapeutico, volto a curare l’ansia, inizia con una approfondita indagine della sua forma e delle sue origini.
Occorre conoscere la storia personale, i tempi ed i modi in cui l’ansia è insorta o è diventata incontrollabile.

Capire questi aspetti è cruciale per la successiva definizione del piano terapeutico. Molto spesso l’ansia ha radici lontane e cause controintuitive, non sempre riconoscibili in un singolo incontro.

Proprio per questo motivo prevedo 3-4 incontri di consultazione, volti a comprendere il problema, le sue origini ed i fattori coinvolti. La consultazione esita quindi in una restituzione delle cause dell’ansia e delle vie percorribili (piano terapeutico) per affrontarle.

Indipendentemente però dalle variabili individuali, ascrivibili alla storia specifica, l’obiettivo rimane il medesimo: curare e superare l’ansia, non imparare a gestirla.

Attacchi di panico

Gli attacchi di panico sono uno dei disturbi ansiosi più comuni ed al tempo stesso terrificanti.

Attacchi di panico, sintomi e cause

Si scatenano in tempi rapidi (1-2 minuti) ed hanno una durata di circa 10 minuti.

Possono sopraggiungere sia durante lo stato di veglia che durante il sonno; anche se la loro durata è apparentemente breve costituiscono un’esperienza particolarmente sgradevole, in cui si sviluppano diversi sintomi contemporaneamente, tra cui: paura di morire, paura di impazzire, tachicardia, nausea, sudorazione, tremore, mancanza di fiato, confusione, etc.

Nonostante non si muoia per attacco di panico e spesso la persona è in grado di riconoscere di cosa si tratta, l’esperienza vissuta si rivela traumatica.

Le motivazioni all’origine degli attacchi di panico possono essere diverse e variano da persona a persona.

C’è chi sviluppa gli attacchi di panico a seguito di una o più esperienze traumatiche, chi in particolari momenti di stress della propria vita e chi ancora in situazioni specifiche (esame universitario, automobile, aereo, etc.).

Gli attacchi di panico possono presentarsi come disturbo singolo, quindi come unico disagio provato e vissuto dalla persona o essere associati ad altre difficoltà, come ad esempio una condizione di ansia generalizzata.

Curare gli attacchi di panico

Per poter curare gli attacchi di panico è necessario intraprendere una psicoterapia volta comprendere le origini del disturbo (quali sono le cause scatenanti) ed a modificare le reazioni che la testa ed il corpo mettono in atto in queste specifiche situazioni.

A differenza di quanto è comunemente creduto la maggioranza dei disturbi da panico possono essere guariti senza utilizzo di farmaci e ridotti significativamente in tempi relativamente brevi.

Depressione

La depressione è un disturbo dell’umore. Esistono diversi tipi di disturbi dell’umore e diverse tipologie di depressione, come ad esempio la depressione maggiore e il disturbo depressivo persistente (anche chiamato disturbo distimico o distimia).

Quando si parla di depressione comunemente ci si riferisce alla depressione maggiore, anche perché è indubbiamente il disturbo dell’umore più comune e diffuso. 300 milioni sono le persone nel mondo che soffrono di depressione.

Sintomi della depressione

La depressione è caratterizzata principalmente da due fattori: una significativa flessione verso il basso del tono dell’umore, con sintomi quali tristezza, pianto ed apatia, ed una marcata perdita di piacere ed interesse per le attività della vita che anche solo fino a poco tempo prima erano capaci di stimolare entusiasmo e coinvolgimento.

È come se tutto perdesse senso e significato, ed una fitta nebbia immobilizzante avvolgesse la persona rendendola inerme, afflitta da un dolore interno, silenzioso e straziante.

Accompagnati a questo quadro clinico possono insorgere alcuni sintomi, quali:

  • disturbi del sonno
  • alterazioni del comportamento alimentare
  • rallentamento/torpore o agitazione
  • mancanza di energia
  • difficoltà di concentrazione
  • pensieri di morte

Nel 90% dei casi la depressione viene sviluppata tra i 20 e i 40 anni e colpisce prevalentemente la popolazione femminile. Si stima infatti che il rapporto uomini-donne sia 1 a 2.

Curare la depressione

Diagnosticare e curare la depressione sono attività particolarmente delicate.

Per quanto riguarda la diagnosi è importante capire che la flessione del tono dell’umore, principale sintomo della depressione, può avvenire anche senza un apparente motivo e deve perdurare per un considerevole periodo di tempo, ragionevolmente sufficiente ad elaborare l’eventuale fattore scatenante (ad esempio un lutto).

Per quanto riguarda la cura della depressione invece l’intervento, a seguito della fase di consultazione già spiegata in altre sezioni del sito, è volto a comprendere gli elementi scatenanti il disturbo ed a sviluppare le risorse necessarie a poterlo affrontare.

La terapia della depressione non consiste (solo) nel supportare la persona nei suoi momenti bui, quanto e soprattutto nell’aiutarla ad attraversare la fitta nebbia di disperazione che la circonda, riscoprendo risorse personali che aveva nascono così bene da essere convinta di non averle mai avute.


Ansia

“mi sento continuamente agitato/a”
“ogni cosa, anche la più semplice, mi provoca ansia”
“penso di aver avuto un attacco di panico”
“provo una sensazione di tremore e sudo copiosamente”
“non riesco più ad allontanarmi da casa”
“viaggiare mi preoccupa”
“non riesco a capire in che direzione muovermi”
“sento di avere un problema ma non riesco a definirlo”
“sto vivendo una fase critica della mia vita”
“non riesco più a prendere decisioni, mi sento bloccato/a“

Paura

“provo uno stato di paura ed allerta costante”
“mi sento spaventato/a rispetto al futuro”
“anche la più piccola cosa mi spaventa”
“provo una sensazione di terrore, che mi blocca”
“ho delle fantasie inaccettabili”

Tristezza

“ho l’umore a terra”
“penso di avere una bassa autostima”
“dormo poco e mi alzo già stanco al mattino”
“ho repentini sbalzi d’umore”
“sono sempre stato/a attivo/a ma ora non ho più energie”
“ho una continua sensazione di stanchezza”
“ho difficoltà a superare un lutto”
“mi sento depresso/a”

Rabbia

“ho degli scatti d’ira”
“mi infervoro immediatamente”
“non riesco a controllarmi”
“quando mi arrabbio perdo il controllo”
“distruggo gli oggetti e prendo a pugni le porte”
“sono spesso scontroso/a”

Sintomi

Talvolta il disagio può assumere una forma più riconoscibile come ad esempio:

ansia, fobie, attacchi di panico;
ossessioni e compulsioni;
depressione e disturbi dell’umore;
disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia, obesità, binge eating;
problemi di dipendenza: alcol dipendenza, dipendenza da sostanze, ludopatia;

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Se le emozioni che proviamo ci impediscono di vivere come vorremmo, al punto da condizionare negativamente la nostra vita, è il momento di chiedere aiuto.








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