“Dottore che differenza c’è tra ansia e attacco di panico?”, “L’attacco di panico è un disturbo ansioso?”, “Ansia e attacco di panico sono la stessa cosa?”: oggi cerchiamo di rispondere a queste domande.

Partiamo da questo, l’ansia è un’emozione. L’ansia è una sensazione, un’esperienza che ognuno di noi nella vita ha sicuramente vissuto ed è un sentimento che ha una sua funzione. L’ansia è fisiologica e al tempo stesso utile per la persona. Ci sono tantissimi contesti, tantissimi aspetti ad esempio prestazionali in cui un certo livello d’ansia va a generare anche un miglioramento dell’esito, un miglioramento della prestazione. Quindi un certo livello d’ansia è un qualcosa che non solo non deve essere evitato, ma anzi deve essere amico: dobbiamo essere capaci appunto di renderla funzionale.

È chiaro che poi l’ansia porta con sé tutta una serie di alterazioni sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista fisico che poi possono sfociare in qualcosa che noi facciamo fatica a controllare: secchezza delle fauci, rossori, tremolio, sensazione di confusione. Quando ciò accade parliamo di un aspetto dell’ansia che tracima, che diventa patologico. È chiaro quindi che l’ansia di per sé non è necessariamente nemica ma nel momento in cui tracima e si impadronisce della persona diventa patologica ed è a questo punto che si manifestano i disturbi ansiosi.

Ne esistono di moltissimi: c’è l’ansia sociale o fobia sociale, ci sono le fobie specifiche, c’è l’ansia generalizzata, c’è l’ipocondria, c’è il mutismo selettivo, c’è l’ansia da separazione, ci sono gli attacchi di panico. Gli attacchi di panico, quindi, hanno inevitabilmente delle caratteristiche condivise con l’ansia ma sono una sottocategoria specifica di disturbo ansioso. Vuol dire che in un determinato momento, in un periodo estremamente limitato della propria vita che di solito dura circa una decina di minuti, si presentano i peggiori sintomi che possono essere associati all’ansia e che sono circa una dozzina: si va dalla tachicardia la secchezza delle fauci, a problemi respiratori, a sensazioni di confusione, paura di impazzire, paura di morire, tremori, problemi gastrointestinali, nausea e chi più ne ha più ne metta. È evidente che ansia e attacchi di panico non sono assolutamente la stessa cosa: nel primo caso non serve fare nulla se non riuscire a padroneggiarla, diventare progressivamente più confidenti e capaci di gestire alcuni livelli ansiosi che però sono funzionali alla nostra vita, nel secondo caso invece è bene intraprendere una psicoterapia poichè gli attacchi di panico risultano essere spesso invalidanti e sono, per definizione, non controllabili. Un altro motivo per cui vale la pena di valutare una psicoterapia a seguito di attacchi di panico è che questo disturbo ansioso si cronicizza alla svelta, portando chi ne soffre a mettere in atto una serie di strategie con cui rimodulare la propria vita rendendola, di fatto, più complicata e difficilmente piacevole. 

Per riassumere, l’ansia e gli attacchi di panico NON sono la stessa cosa: una è sana gli altri inevitabilmente patologici. 

Contattami

Se le emozioni che proviamo ci impediscono di vivere come vorremmo, al punto da condizionare negativamente la nostra vita, è il momento di chiedere aiuto.








Partners

Contattami