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Perché credi alle bugie e alle persone sbagliate?

pubblicato il 16 novembre 2018

COME FACCIO A RICONOSCERE LE BUGIE E PERCHÉ MI FIDO PUNTUALMENTE DELLE PERSONE SBAGLIATE?

In un precedente video ho raccontato perché crediamo alle balle che raccontiamo. Oggi vediamo come poterle riconoscere, in particolare perché si è portati a credere a quello che gli altri ci raccontano.  Dalle ricerche che sono state effettuate ognuno di noi sovrastima la propria capacità di riconoscere le balle, infatti tutti noi ci riteniamo particolarmente, intelligenti particolarmente brillanti nel riconoscere le bugie che ci vengono dette, in realtà la stima è poco superiore al 50 per cento

Tendenzialmente riusciamo ad individuarne circa una su due se siamo in quella parte di popolazione particolarmente abile nel saperle riconoscere. Sono state fatte anche tantissime ricerche: Paul Ekman, il principale esponente mondiale riguardo il tema delle menzogne, è riuscito ad individuare i sette tipi di menzogna, i cambiamenti fisiologici connessi ovvero micro-espressioni facciali.

La bibliografia inerente questo tema è enorme: come cambia l'occhio, la pupilla, o la forma della bocca nel momento in cui si dice una balla, piuttosto che la verità, tema approfondibile in un video successivo.  

QUALI SONO LE IMPLICAZIONI PSICOLOGICHE DELLE BALLE E PERCHÉ NOI SIAMO COSÌ PORTATI A CREDERE A QUESTE?

Ci sono principalmente due motivazioni: la prima è che io voglio credere alla balla che mi viene raccontata, perché è comodo credere alla versione di realtà che mi piace, credere a qualcosa che è in linea con ciò che voglio sentirmi dire, nonostante io sia consapevole della non totale verità.  La seconda è che io ho bisogno di credere alle balle perchè alcune servono per mantenere coerente la mia vita e il sistema di vita che io ho creato e ho costituito.

Quindi mi serve, voglio credere alle balle e non solo voglio, ma ne ho bisogno. 

Faccio un esempio: Lucia e Luca, una coppia vive una situazione di stanchezza reciproca, non sono più particolarmente felici della loro relazione e Lucia, più preoccupata, teme che luca abbia un'amante.

Chiede lui informazioni, spiegazioni, rassicurazioni e Luca gliele dà: “si non c'è nessuno, io ti amo”.  

Lucia, sente il “ti amo” povero di Luca, quindi si danna l'anima: inizia a cercare di capire cosa sta succedendo. Tuttavia, Luca continua a rassicurarla nonostante ci siano una serie di piccoli gesti, evidenti e insindacabili, che vanno nella direzione del timore di Lucia. Quest’ultima non fa caso ad esempio ai quarti d'ora in più passati in bagno con il cellulare, non nota che il cellulare è costantemente girato con il monitor verso il basso e mai verso l'altro. Possiamo quindi escludere la casualità delle serate che passa guardando un film con lei ma con il cellulare a portata di mano.  

Queste sono cose che Lucia ha colto ma non ci vuole credere, perché non le vede, non vuole vederle e ne ha bisogno. Non vuole vedere la realtà e ha bisogno di credere a ciò che dice Luca. Potrebbe infatti essere una fatica troppo grande scoprire la verità, Lucia quindi preferisce nascondersi dietro questo segreto.

Nel breve periodo, l’atteggiamento di Lucia potrebbe essere funzionale perché permette di non far troppa fatica. Sul lungo periodo diventa devastante: dopo aver scoperto la balla obbliga le persone a ripunteggiare la propria vita, riorganizzarla, ricostruire e rileggere il passato.

Il vantaggio secondario del credere alla balla è sicuramente la possibilità di incolpare l’altro: “io te l’ho chiesto, tu non me l’hai detto, mi hai mentito”. Nonostante i segnali siano spesso evidenti questo diventa un meccanismo tutelante per la persona che è stata tradita. Questa può infatti dire:” io ho la coscienza a posto, io ho creduto, mi sono fidato”.

Il vero problema però, al di là della colpa attribuita, è che per raccontare le balle bisogna essere almeno in due. 

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