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Dietro le quinte della terapia di coppia

pubblicato il 18 dicembre 2018

Oggi vediamo com’è strutturata la stanza di terapia e come funziona la terapia di coppia da dietro le quinte. Nel video vedete la stanza di terapia di uno degli studi, quello di Arcore, ci sono un po' di quadri alle pareti, un Kandisky, un Magritte, quadri evocativi che invitano alla riflessione.

La stanza in cui si svolge la terapia avete imparato a conoscerla, diversamente invece non avete mai visto lo specchio unidirezionale, nel video lo vedete alle mie spalle. I pazienti generalmente si siedono frontalmente allo specchio, mentre il terapeuta, posto di fronte ai pazienti da le spalle allo specchio stesso.

I terapeuti nella terapia di coppia sono sempre due, dietro allo specchio unidirezionale si siede il co-terapeuta. Nella stanza della terapia, sopra lo specchio unidirezionale, troviamo una piccola telecamera che permette a chi sta dietro lo specchio di avere un audio chiaro.

Dietro allo specchio unidirezionale si siede il co terapeuta e nella stanza dietro allo specchio generalmente si riuniscono i terapeuti per confrontarsi. Il terapeuta dietro allo specchio infatti, osservando ciò che accade all'interno, funge da occhio esterno vigile che aiuta il terapeuta che svolge il colloquio. Lo specchio unidirezionale lo troviamo anche rivolto verso un'altra stanza, in cui generalmente si svolgono incontri con bambini. Gli specchi da cui si osserva nelle due stanze sono coperti da veneziane, alzate all'occorrenza, da cui tuttavia si riesce a osservare con chiarezza.

Questa metodologia è estremamente utile infatti più il sistema è complesso più la terapia è complessa. Più il sistema aumenta di numero, più sono le persone coinvolte nel colloquio più sono le informazioni che il terapeuta deve tenere a mente e più voci a cui dare spazio. Avere quindi una persona dietro lo specchio è un grande vantaggio, innanzitutto permette un confronto continuo e costante che non sarebbe permesso qualora non ci fosse una persona dietro lo specchio.

Il rischio del non utilizzare questa metodologia, rischio che corrono alcuni colleghi è chiudersi nel proprio ramo e rimanere in balia di sé stessi e del paziente. Nel caso in cui ci siano infatti casi particolarmente complessi, con l’uso di questa metodologia, questo rischio non si corre perché ci sono sempre due terapeuti che contemporaneamente lavorano sulla coppia.

 

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