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Affermare se stessi e imparare a dire di no!

pubblicato il 21 dicembre 2018
Affermare se stessi e imparare a dire di no!

In questi giorni stiamo tutti stilando la lista dei buoni propositi per il nuovo anno. Oggi non ci addentriamo in questo tema, se sia corretto o no farlo, cosa comporta o potrebbe comportare e il perché lo facciamo. Vorrei infatti proporre un piccolo pensiero affinché questo possa fare parte dei nuovi propositi di tutti.

 

Cos’è l’assertività? Sappiamo tutti dire di no nei momenti giusti?

La parola “assertività” deriva dal latino ad serere, e significa «asserire» o anche affermare se stessi.

L’ assertività è la capacità di esprimere i propri sentimenti, di scegliere come comportarsi in un determinato momento o contesto, di difendere i propri diritti, di esprimere serenamente un’opinione di disaccordo quando lo si ritiene opportuno, di portare avanti le proprie idee e convinzioni, rispettando, contemporaneamente, quelle degli altri.

Il primo che parlò di questo concetto fu Andrew Salter nel 1949 che descrisse due tipologie di personalità, quella “eccitatoria” e quella “inibita”. Quest’ultima era caratterizzata da incapacità di riconoscere ed esprimere i propri sentimenti intimi e assecondare gli impulsi naturali. L’autore ipotizzò che la maggior parte degli scompensi psicopatologici fosse riconducibile a tratti di personalità inibiti.

La struttura del concetto di assertività, negli anni ampliata, è ora caratterizzata da una struttura a cinque livelli che ne descrive gli aspetti. L’assertività è infatti composta dalla capacità di riconoscere le emozioni, proprie e altrui, di comunicarle e di comunicare anche sentimenti anche negativi. Al terzo livello della struttura che la descrive troviamo la consapevolezza dei propri diritti e la consapevolezza del rispetto verso gli altri e soprattutto se stessi. L’assertività comprende l’essere consapevoli di sé, apprezzarsi, avere stima di sé e saper valorizzare ogni aspetto positivo. Infine il poter decidere degli scopi della propria vita, sapersi auto realizzare, porsi e raggiungere un obiettivo è il quinto pilastro che compone questo concetto.

 

L’assertività può tradursi in un comportamento assertivo, quindi un atteggiamento attivo, responsabile, un atteggiamento funzionale all’affermazione dei propri diritti senza negare quelli dell’altro. L’atteggiamento e il comportamento assertivo comprendono il poter comunicare i propri sentimenti in maniera chiara e diretta senza manifestare aggressività nell’espressione degli stessi.

Comportarsi in modo assertivo vuol dire bilanciare i bisogni degli altri con i propri. È un gioco, in cui non c’è uno sconfitto e un vincente, ma entrambi gli interlocutori della relazione sono vincenti. I bisogni di entrambi vengono tenuti in considerazione e si può scegliere se dare la priorità alle necessità altrui o se considerare maggiormente le proprie.

 

Alcuni dei capisaldi del comportamento assertivo comprendono l’essere trattato con rispetto, poiché ognuno ha il diritto di gestire la propria vita come desidera e di perseguire i propri scopi ed obiettivi, senza però danneggiare quelli altrui. Inoltre ognuno ha il diritto di essere trattato dagli altri con gentilezza e cortesia, a prescindere dalla propria posizione sociale.

Ciascuno di noi ha il diritto di esprimere sé stesso: il proprio punto di vista circa una situazione e i sentimenti che ne scaturiscono, questi ultimi sono validi tanto quanto quelli degli altri. Se si nascondono le proprie opinioni ed i propri sentimenti, gli altri non avranno la possibilità di conoscerci o di capirci.

 

L’assertività può essere adottata e applicata in tutti i contesti della vita. È un’abilità relazionale indispensabile per lo sviluppo positivo dei legami interpersonali e per il benessere dei legami intimi e famigliari.  

 

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