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Com'è strutturata la terapia di coppia? Come funziona l'intervento?

pubblicato il 1 febbraio 2019

Come funziona la terapia di coppia? Qual è l’iter che solitamente viene seguito per iniziare un percorso?

Tutto ha inizio con una telefonata o una e-mail dove solitamente c’è una richiesta d’aiuto. Chi telefona ed è più dettagliato da informazioni riguardo le difficoltà per cui chiama, oppure chiede un appuntamento e delle informazioni. A seguito della e-mail c’è sempre una telefonata, un tentativo da parte della nostra equipe di ricontatto in cui di solito si spendono tra i 15 e i 20 minuti per fare quella che tecnicamente viene chiamata “scheda telefonica”. Questa è una prima indagine del problema, si chiede alla coppia in cosa consiste la difficoltà, da quando è insorta, e qualche informazione come: da quanto tempo stanno insieme, che tipo di rapporto hanno, se hanno figli, che lavoro fanno, una serie di informazioni necessarie a inquadrare in via preliminare il sistema. Successivamente a questa telefonata si congeda il paziente. L’ideale sarebbe riuscire a parlare durante la telefonata con entrambi i componenti della coppia contemporaneamente cosa che ovviamente non avviene quasi mai, tendenzialmente quindi è uno che si fa portavoce di entrambi e del problema di coppia. Da questo si possono trarre informazioni importanti, dal momento in cui una persona chiama, come chiama, quando chiama si hanno informazioni che vale la pena considerare.

Successivamente alla telefonata c’è la prima discussione d’equipe, ci si trova, io e gli altri cinque colleghi che costituiscono l’equipe, per discutere della situazione per individuare chi sono le persone, più adeguate e più in linea con la richiesta, da convocare per svolgere il percorso terapeutico. Dopo una prima discussione di equipe entro 24 ore il terapeuta che sta nella stanza con i pazienti ricontatta la coppia e offre delle opportunità di appuntamento. Generalmente facciamo 2\3 proposte in modo tale da andare incontro alle esigenze di tutti.

In questo momento ha inizio la terapia, successivamente ci sarà infatti il primo incontro che è una parte fondamentale in cui si riprende la telefonata e si affrontano i temi importanti: in primis il problema e l’organizzazione stessa della coppia, la storia di copia, il perché si è arrivati a vivere questa difficoltà. Si procede quindi con la consultazione, già spiegata tempo fa, ovvero tre o quattro incontri che hanno lo scopo di poter dare delle informazioni e di poter capire la situazione da parte nostra in modo tale che poi tutto si concluda con una restituzione in cui si dice il perché il problema è nato e quali sono le cause che lo hanno determinato e quindi cosa si può fare.

Gli incontri di coppia durano sempre un’oretta e mezza, solitamente la fase di consultazione, i primi tre\quattro incontri, hanno una cadenza quindicinale quindi sono due appuntamenti al mese. La dinamica di coppia infatti segue tempi diversi rispetto le dinamiche individuali quindi la frequenza stessa degli incontri viene aggiornata sulla base del tipo di intervento che viene proposto. Una cosa importante da sapere è che la terapia di coppia viene sempre fatta da due terapeuti: utilizziamo questa metodologia di lavoro ma ci sono altri terapeuti che utilizzano altre modalità. Generalmente infatti durante la terapia uno psicoterapeuta sta dentro alla stanza, conduce il colloquio ed è quello che fa domande e tiene il punto del discorso, è colui quindi che viene identificato come il responsabile del trattamento. C’è poi il secondo terapeuta che sta fuori dalla stanza e osserva dallo specchio unidirezionale. Lavora infatti su altre dinamiche e osserva ciò che accade, fa da consulente esterno al terapeuta che conduce in modo che ci sia un confronto costante e diretto con i pazienti anche rispetto alle metodologie e alle manovre terapeutiche che ha senso fare.

Io ritengo che questo approccio sia particolarmente efficace perché permette anche di fare tutto in diretta nel senso che la restituzione viene data ai pazienti già alla fine della fase di consultazione. Il terapeuta che conduce si confronta con il terapeuta che è dietro lo specchio e insieme costruiscono la restituzione che poi è argomento a parte di lavoro, argomento importante per i pazienti tra un incontro e il successivo.

 

 

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