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Attacchi di panico: sfatiamo i miti di morte e di guarigione

pubblicato il 3 marzo 2019

Parliamo di attacchi di panico e di due caratteristiche che li riguardano. L’attacco di panico è parte della sintomatologia ansiosa, è una delle patologie psichiche più invalidanti, circa il 30% della popolazione ha vissuto o vivrà nel corso della sua vita almeno un episodio di attacchi di panico. Questi sono anche circondati da un sacco di mala informazione, spesso la persona con attacchi di panico cerca su Dottor Google trovando una marea di informazioni che, non sono sbagliate in termini assoluti, ma non sono cucite addosso al soggetto circondandolo quindi di un alone di mistero e di paura. Ci sono moltissime tecniche e protocolli utilizzabili con gli attacchi di panico, gli psicofarmaci ansiolitici sono anche la seconda categoria di farmaco più prescritta in assoluto dai medici di base. Qui però voglio concentrarmi su due elementi importanti degli attacchi di panico rispetto ai quali, dal mio punto di vista, le informazioni non sono sempre corrette: innanzi tutto di attacchi di panico non si muore, portano ad una grande paura della morte ed è frequente che durante un attacco la persona abbia paura di morire perché sente il cuore esplodere, piuttosto che il fiato corto per l’iperventilazione. Il secondo aspetto importante è che gli attacchi di panico possono essere completamente curati: una delle paure che spesso i pazienti raccontano è di non liberarsi più degli attacchi di panico. I pazienti temono di vivere nel costante terrore di poterli sperimentare e riavere per tutta la vita. Di attacchi di panico non si muore e possono essere completamente superati, è necessario ovviamente affrontare un percorso psicoterapeutico ed in alcuni casi specifici anche farmacologico. 

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