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Eiaculazione precoce: come superarla

pubblicato il 7 marzo 2019

Oggi parliamo di eiaculazione precoce, delle cause, le caratteristiche e cosa può essere fatto. Circa una persona su tre vive o vivrà l’esperienza dell’eiaculazione precoce almeno una volta nella vita. Questo inevitabilmente porta con sé grandi dubbi soprattutto sulle possibilità del proseguimento delle relazioni, sulla propria efficacia, mette quindi la persona in una posizione di difficoltà.

Per parlare di eiaculazione precoce sono necessari alcuni criteri diagnostici, per sintetizzare si può dire che l’eiaculazione precoce si ha nel momento in cui una persona raggiunge l’eiaculazione e l’orgasmo in maniera anticipata rispetto il desiderio di durata. Non è insolito che possa presentarsi nei primi rapporti sessuali oppure con nuovi partner. Ma cosa si può fare?

Online si possono trovare numerosi esempi, articoli, opinioni e consigli, per sintetizzare questi generalmente consistono in rilassarsi, non pensarci e concentrare l’attenzione su altro che non ha nulla a che fare con il rapporto sessuale. Dal mio punto di vista queste non sono strategie utili per riuscire a gestire l’eiaculazione precoce soprattutto perché non permettono di vivere veramente bene l’atto sessuale, portano infatti la persona ad estraniarsi da questo: le persone sono presenti con il corpo ma una parte del loro cervello è concentrata su “non pensarci, non pensarci”, in tal modo si scollega l’atto dal vissuto emotivo.

Quindi che fare? Fondamentale innanzi tutto immergersi nell’atto, staccare la parte di cervello che rimane giudicante e lucida, che osserva la prestazione che stiamo avendo. Questo lo si può mettere in atto concentrandosi sul corpo dell’altro, togliere l’attenzione dalle sensazioni che si provano, dalla paura di poter avere un orgasmo nell’immediato e spostare quindi l’attenzione sulle sensazioni, emozioni che l’altro sta provando di cui noi siamo gli artefici. Rimanere concentrati sul rapporto sessuale ma al tempo stesso smettere di direzionare l’attenzione verso di noi ma veicolarla verso il piacere dell’altro.

Questo è uno strumento abbastanza semplice soprattutto in termini di applicazioni poiché permette un aumento della profondità di immersione nell’atto direzionando al tempo stesso l’attenzione sul piacere che l’altro sta provando. Questo determina anche un feedback di sicurezza e di efficacia, di solidità di ciò che stiamo facendo e quindi di fatto può innescare un circolo virtuoso per cui poi le prestazioni progressivamente migliorano.

 

 

 

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