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Perché siamo come siamo: come il passato influenza il futuro

pubblicato il 19 marzo 2019

Come ci costruiamo e come ci componiamo con il mondo in relazione al nostro passato? La psicologia vive spesso lo stereotipo che tutto sia da ricondurre al nostro passato e alla nostra infanzia nella quale abbiamo vissuto un trauma conscio o inconscio. Ciò che siamo sarebbe quindi determinato da chi c’era attorno a noi e da ciò che ci è accaduto. In base a questo stereotipo siamo quindi descritti come soggetti passivi che assorbono in una maniera inconsapevole le caratteristiche che il modo proietta addosso e che quindi poi vivono la loro vita senza sapere perché mettono in atto determinati comportamenti, perché agiscono in un certo modo e perché pensano in una certa maniera. Al di là dello stereotipo per cui tutto è da condurre necessariamente alla relazione con la mamma ognuno di noi è esposto sicuramente modelli ed esempi non solo da punto di vista sociale ma anche relazionale. Questi modelli li facciamo inevitabilmente nostri perché sono nel nostro primo campo di esperienza. Pensiamo ad esempio alle idee che abbiamo sulle relazioni sentimentali a fronte di ciò che osserviamo nei nostri genitori e l’idea che abbiamo dei modelli genitoriali che possono essere applicabili, tutto a fronte delle esperienze che abbiamo vissuto ed in parte dovuto alla personalità che va a fondersi con essi.

Quali sono i meccanismi tramite i quali noi scegliamo di essere e come essere e come possiamo modificarli in un’ottica di miglioramento personale?

I meccanismi principali sono quello di somiglianza e differenza: io assumo un atteggiamento nei confronti della vita a fronte di una somiglianza o del tentativo di somiglianza rispetto ad un modello che ritengo efficace o per differenza. Quest’ultimo significa che mi differenzio rispetto ad un modello che invece trovo disfunzionale, per esempio se ho sempre visto nella relazione con i miei genitori un padre padrone quindi un uomo impositivo sulla figura femminile e conscio della sofferenza che questo modello porta con se allora sceglierò, per differenza, di essere un partner molto più presente, attento e protettivo nei confronti delle esigenze e dei bisogni della persona che ho accanto. Cerco quindi di differenziarmi dal modello che ho osservato durante la mia vita. Allo stesso modo posso invece assumere per somiglianza l’atteggiamento forte che mia mamma ha sempre mostrato in casa.

Come si fa però a scegliere come davvero essere? Basandosi esclusivamente sulla base di somiglianza e differenza si corre il rischio di non fare ciò che davvero si vuole perché lo si è scelto ma appunto per somiglianza o differenza. Le scelte fatte quindi risultano troppo in relazione a quello che ho vissuto per somiglianza o differenza e quindi in relazione all’esperienza diventano disfunzionali. Per esempio quando un genitore decide di essere molto presente nei confronti del figlio perché ha vissuto un’esperienza di lontananza dal genitore. In tal caso diventa disfunzionale quando questo genitore diventa troppo presente.

Come si fa a regolare? Diventando consapevi di quali sono i meccanismi che noi utilizziamo per comporci con il mondo, dei meccanismi di somiglianza e differenza chiedendoci se li stiamo mettendo in atto per scelta o solo per opposizione e se sono funzionali al nostro presente. Per riuscire a fare questo è necessaria molta consapevolezza e necessariamente partire dal chiedersi quali sono gli scenari in cui mi sono composto per somiglianza e quali per differenza.

Prova quindi a fare un esercizio, fai un elenco su un foglio delle tue scelte, dei tuoi ruoli e chiediti se ti sei composto per somiglianza o differenza e da chi. Pensa anche se la tua posizione attuale l’hai scelta, se l’hai scelta in funzione del passato o in relazione al presente e come potresti modificarla per riuscire a migliorarla.  

 

 

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