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Come funziona il primo colloquio con lo psicologo

pubblicato il 17 aprile 2019

In cosa consiste il primo colloquio con uno psicologo psicoterapeuta?

Il primo colloquio è un momento particolarmente delicato ed importante della terapia, molto spesso per molte persone è la prima volta che si approcciano ad un professionista di questo tipo e quindi portano con sé gli stereotipi, pregiudizi, rispetto a questa professione. Ci può essere quindi un certo livello di agitazione e di preoccupazione. Il primo incontro è solitamente caratterizzato e strutturato a seguito sempre di una prima telefonata informativa in cui vengono raccolte le nozioni di base della persona. Ad esempio qual è il motivo della telefonata e successivamente alcune caratteristiche come, il lavoro, l’età, lo stato di famiglia. Consiste principalmente in un’indagine più approfondita rispetto al problema e rispetto a qual è la motivazione per cui appunto si vive una difficoltà. Molte volte mi capita di trovare di fronte a me persone che mi dicono che non sanno da dove partire e non sanno cosa raccontare o cosa far conoscere. In un incontro solo, il primo nello specifico, non si può essere risolutivi. Questo è infatti un incontro puramente informativo, il terapeuta non può avere la presunzione di conoscere o aver capito il problema della persona solo a seguito del primo incontro. Deve pertanto mettere il paziente nella condizione di potersi raccontare, di potersi aprire quindi io nella mia personalissima esperienza chiedo alla persona perché è qui che cosa sta succedendo qual è la difficoltà che si trova a vivere. Chiedo di organizzare lei il discorso e successivamente mi metto in una posizione di ascolto assolutamente attivo e aiuto la persona a comprendere a anche ad organizzare tramite una serie di domande la presentazione della sua difficoltà. Questo è integrato anche ad una serie di domande che permettono poi di farmi un’idea sostanzialmente complessiva della situazione come se l’attenzione fosse diretta molto più alla mappa quindi a quali sono gli elementi salienti che al territorio quindi è più un’indagine orizzontale di ciò che sta succedendo piuttosto che invece verticale entrando nello specifico di ogni singolo dettaglio. Il mio lavoro è infatti sempre strutturato con una fase di consultazione che è la parte preliminare appunto del percorso di terapia che è costituita tendenzialmente da tre\quattro incontro quindi oltre al primo ci sono necessariamente degli altri incontri che io utilizzo per raccogliere le informazioni che mi servono per poi restituire la mia idea rispetto al tipo di lavoro che deve essere strutturato. Il primo incontro termina quindi con la definizione di qual è il modello d’intervento e quindi di cosa andremo ad approfondire le volte successive. Si approfondirà anche quali possono essere i tempi appunto che questo lavoro richiede. La fase di consultazione prevede che ci si muova su tante diverse aree, quelle che solitamente il terapeuta ritiene più informative del funzionamento della persona che gli permettono di ottenere tutte le informazioni necessarie ad una comprensione completa e chiara del caso quindi ad esempio alcune di queste aree potrebbero essere la sfera famigliare nella relazione di coppia, l’attività lavorativa, la sfera amicale. Il primo incontro è sicuramente un momento delicato di conoscenza reciproca ed è il primo momento in cui si deve provare a raccontare la propria difficoltà. Non può essere un incontro necessariamente esaustivo ma getta le basi per il lavoro futuro. 

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