Il tuo browser non supporta JavaScript!

Blog

Psicoterapia: curare i sintomi

pubblicato il 17 maggio 2019

Parliamo del sintomo, del significato che assume e dello spazio che occupa all’interno della terapia. Capita spesso che pazienti dicano di venire in terapia per il sintomo eppure del sintomo non se ne parla ad ogni colloquio. Il sintomo è come se talvolta venisse messo fra parentesi pertanto i pazienti si chiedono perché questo avvenga.  Il sintomo, nella grandissima maggioranza dei casi, altro non è che la punta di un iceberg di un sistema all’interno del quale la persona è inserita. Ossia un sistema che è composto da tutti i sistemi, le sfere e gli ambiti nei quali la persona vive. Queste si strutturano le une con le altre e in base anche al sistema di funzionamento che la persona sceglie di agire sviluppato il sintomo. È chiaro che una persona viene in terapia per curare un sintomo. Nel momento in cui c’è un sintomo presente però è sempre necessario capire qual è il contesto di origine del sintomo stesso, quali sono gli elementi del sintomo e quali sono i sistemi, paradigmi, da modificare per far si che il sintomo svanisca. La terapia infatti non è una pillolina magica che assunta una volta al mese fa sparire il sintomo. La terapia è un sistema, un lavoro che va a riorganizzare i significati della persona, significati all’interno dei quali il sintomo è diventato una risposta che la persona mette in atto. Pertanto è sempre fondamentale riuscire a capire qual è il sistema di funzionamento che una persona instaura e vive. Questo è fondamentale per riuscire a comprendere perché la persona ha sviluppato proprio quel sintomo e perché il sintomo ha quelle caratteristiche.

Il sintomo altro non è che una degenerazione dei meccanismi che la persona utilizza, molto spesso questi meccanismi non generano un sintomo nonostante abbiano la stessa matrice di origine del sintomo. In altri contesti tuttavia lo stesso tipo di funzionamento può andare a generare un sintomo.

Per esempio parliamo di agorafobia ovvero lo sviluppo della paura degli spazi aperti, di rimanere soli in mezzo alla folla. L’agorafobia è una risposta intelligente da un sistema complesso, tendenzialmente è la risposta ad un richiamo che una persona molto importante per la propria vita fa e alla quale la persona che sviluppa il sintomo risponde tramite l’agorafobia. Questa risponde tramite lo sviluppo del sintomo in modo tale che ad esempio non è costretta ad allontanarsi per continuare a svolgere ad esempio le funzioni di cura nei confronti della persona di riferimento appunto nei confronti della quale è stato anche sviluppato il sintomo. Questo è un sistema di significati per cui sostanzialmente si sviluppa un sintomo, la paura degli spazi aperti, di uscire soli, questo è un sistema patologico perché sviluppa nella persona la sintomatologia. La stessa persona tuttavia potrebbe mettere in atto nella sua vita tanti altri meccanismi simili cioè tanti altri meccanismi che in un qualche modo la costringono e le permettono di rimanere vicino a questa persona che non sono di per sé stessi sintomi ma che assumono lo stesso significato o meglio svolgono la stessa funzione.

È sempre fondamentale quindi riuscire a comprendere il sistema di significati e di funzionamento della persona perché solo così facendo è possibile andare a ristrutturare dei paradigmi della persona in modo che successivamente il sintomo si risolva.

 

 

 

 

 

Vuoi saperne di più?

Il Network

Minds - Psicologia per lo sviluppo
CHANGE - Centro di Psicologia per la Coppia e la Famiglia
Minds - Psicologia per la Coppia e la Famiglia
Mama-o