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Perché andare da uno psicologo "economico" è una pessima scelta!

pubblicato il 21 maggio 2019

Parliamo di costi della terapia e di male investimenti rispetto ai costi che durante una terapia si devono sostenere. Attualmente c’è la liberalizzazione delle prestazioni pertanto il range di costo che un terapeuta può chiedere va da zero a infinito nel senso che non ci sono più delle linee guida da seguire rispetto ad una fascia di costo. Oggi giorno la mia professione è intasata di psicologi e psicoterapeuti o di presunti tali che giocano alla gara al ribasso tant’è che mi è capitato di vedere proposti i primi tre colloqui gratuiti, cosa a mio avviso aberrante. Esistono diverse fasce e costi in terapia e dal mio punto di vista nel momento in cui si deve scegliere un terapeuta è necessario chiedere bene qual è il prezzo e la tariffa che propone ed al tempo stesso non andare da un terapeuta eccessivamente economico poiché, può ingolosire i più, soprattutto nel momento di difficoltà credere di riuscire a trovare una cura ed un sistema di aiuto ad un prezzo irrisorio. Questo non è mai un’ottima idea sostanzialmente per 3 o 4 motivi.  Innanzi tutto andare da un terapeuta particolarmente economico non è una buona idea a mio avviso perché personalmente avrei sempre il dubbio del perché costa così poco: perché non è sicuro di quello che fa? Perché sta usando il mio caso per formarsi? Perché magari non ha tutti i titoli o tutte le competenze che magari a me necessitano?

Le cifre medie di un colloquio psicologico psicoterapeutico vanno dai 70 ai 100 o 120 euro quindi mi sto riferendo a terapeuti che chiedono sostanzialmente dai 40 euro in giù. È inevitabile che in questi casi mi vien da chiedere perché un terapeuta professionista fa una tariffa così bassa. A mio avviso, così come ho anticipato, il professionista da un lato non è sicuro di quello che fa dall’altro lato non si sente sufficientemente esperto e quindi di fatto a sua volta è un apprendimento lavorare all’interno della stanza di terapia. Con un ingaggio così basso con una cifra così bassa che viene richiesta è davvero contento il terapeuta di quello che sta facendo? E’ contento di quello che percepisce? Si sente riconosciuto rispetto l’impegno o magari questa diventa una scusa ad esempio per fallire? Per esempio il terapeuta potrebbe dirsi “Tanto mi da 30 euro all’ora anche nel caso in cui le cose non vanno bene posso comunque giustificare il mio fallimento col fatto che comunque non è costato particolarmente”.

Cosa succede se si spende poco per un colloquio o una terapia? Tendenzialmente si buttano altri soldi! Soldi per fare un altro percorso, conoscere un nuovo professionista, oltre a ciò si perde anche del tempo nel quale il sintono probabilmente peggiora.

È fondamentale quindi analizzare bene gli aspetti del prezzo della terapia perché nel momento in cui un professionista si propone in questo modo probabilmente c’è qualcosa che non torna.

 

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