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Psicoterapia: la restituzione a conclusione della consultazione

pubblicato il 21 giugno 2019

Come si conclude la fase di consultazione in psicoterapia? La psicoterapia segue delle fasi che non hanno dei tempi necessariamente rigidi ma che sono consequenziali tra loro. La prima è sicuramente la consultazione che prevede tre\quattro incontri che servono per riuscire a comprendere qual è la causa del problema e cosa può essere fatto per affrontarlo. La consultazione termina con la restituzione ossia un momento in cui solitamente al termine del terzo o quarto incontro il terapeuta espone il suo punto di vista sulla situazione, quali sono le cause, quali sono le definizioni del problema e quali possono essere le vie percorribili per poterlo affrontare. Questo permette al paziente di avere innanzitutto le prime risposte che gli permettono quindi un ordine mentale su cosa sta accadendo e contemporaneamente la definizione degli obiettivi. La restituzione è quindi un momento particolarmente delicato che a sua volta segue delle regole. Le due più importanti in assoluto sono quelle che riguardano la definizione del problema nel qui e ora quindi quali sono le caratteristiche attuali e quali sono gli aspetti cruciali del problema che la persona porta e quindi la rilettura del loro significato e la comprensione del problema stesso nel là e allora ovvero comprendere i terreni fertili che ne hanno determinato l’insorgenza. Da un lato il terapeuta deve necessariamente tenere l’occhio su due aspetti contemporanei: uno che può essere definito più micro, legato al qui e ora e alla motivazione rispetto il problema specifico che il paziente porta come motivo della consultazione. L’altro occhio lo si deve necessariamente tenere sugli aspetti macro ossia sui sistemi di funzionamento che la persona ha sviluppato in modo tale da comprendere quali sono le organizzazioni, quali sono i sistemi all’interno dei quali i sintomi del qui e ora trovano significato e collocazione.

La restituzione in psicoterapia deve sempre muoversi necessariamente su due livelli uno che permette la comprensione della situazione attuale, quindi indicazioni sulla risoluzione e contemporaneamente tenere sotto controllo i presupposti di funzionamento della persona nella propria vita che quindi hanno favorito l’insorgenza e lo sviluppo della sintomatologia e che ne permettono il mantenimento. Questi due aspetti devono essere coniugati e portati avanti contemporaneamente e linkati tra loro e perchè solo così è possibile riuscire a risolvere il problema specifico e dall’altro è possibile riuscire a cambiare il meccanismo che lo sottende, meccanismo che in ottica di un benessere futuro deve essere cambiato.

 

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