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Sintomi acuti (attacco di panico): cosa può fare lo psicologo

pubblicato il 9 luglio 2019

La domanda di oggi è: che ruolo può assumere lo psicoterapeuta durante la fase acuta di un sintomo, durante un attacco di panico?

Ho da poco ricevuto una telefonata da un ragazzo che ha trovato il mio recapito in internet durante un attacco di panico, avvenuto poco prima di un esame universitario molto importante. Il ragazzo in questione mi ha chiamato per chiedermi cosa potesse fare. Al di là del dispiacere che ho potuto provare per questa persona in grande difficoltà ho potuto aiutarlo solamente con qualche frase di circostanza legata alla situazione. Non conoscendo la storia, la situazione, non conoscendo la persona, non potevo dirgli altro se non di chiamare eventualmente un’ambulanza o rivolgersi al Pronto Soccorso più vicino.

 

Riagganciata la telefonata mi sono chiesto cosa potesse fare uno psicologo n questo momento specifico, qual è il ruolo che dovrebbe assumere. Cercando in internet, su Dott.re Google, si può leggere che ci sono delle tecniche di rilassamento, viene detto di respirare in un certo modo, viene detto sostanzialmente di risolvere da soli il problema. Tuttavia è difficilissimo dire ad una persona che sta vivendo il picco di attacco di panico di rilassarsi. Durante la fase di picco di un attacco di panico, quando si ha paura di morire, cresce il battito e il respiro è affannoso, lo psicologo non può fare nulla. L’alternativa è rivolgersi ad un medico, al Pronto Soccorso per avere un aiuto farmacologico.

Lo psicologo entra in gioco successivamente! Ci sono varie vie per affrontare gli attacchi di panico successivamente al momento acuto: c’è chi è coraggioso e chi lo è meno. I coraggiosi sono coloro che nel momento in cui hanno una fatica, un sintomo, la fase acuta si aiutano con un intervento farmacologico per poi strutturare un intervento psicoterapeutico per lavorare sulle cause che hanno scatenato l’attacco di panico. I meno coraggiosi invece preferiscono vivere l’attacco di panico, chiedere aiuto in maniera poco chiara, scegliere di non intraprendere un percorso psicologico e aspettare il successivo attacco di panico.

Esattamente come quando si ha mal di schiena c’è chi preferisce assumere un antidolorifico in fase acuta e successivamente farsi trattare da uno specialista e chi invece preferisce assumere solamente antidolorifico all’occorrenza. È naturalmente più faticoso intraprendere un percorso terapeutico sia con il fisioterapista che con lo psicoterapeuta.

La psicoterapia non è una disciplina che lavora sull’urgenza ma fa in modo che, lavorando sulle cause, la sintomatologia non si ripresenti.

 

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