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Farmaci e psicoterapia: quando assumerli e quando sospenderli?

pubblicato il 11 settembre 2019

Oggi parliamo di psicofarmaci, del loro ruolo all’interno della psicoterapia. I farmaci sono un argomento controverso, abbiamo già parlato del loro significato, delle categorie di farmaci che solitamente vengono prescritti e qual è l’impatto sulla psicoterapia. Oggi vorrei parlare del ruolo che hanno all’interno del percorso di psicoterapia: di quando e quando dovrebbero essere presi e di quando invece dovrebbero essere sospesi.

Partiamo dal presupposto che non sono contro i farmaci. Ti sarà sicuramente capitato di vedere alcuni video di colleghi che denigrano completamente il farmaco raccontandolo come la bestia nera: io non la penso così. Io penso che la psicoterapia non si avvalga dell’utilizzo del farmaco ma che talvolta la collaborazione con uno psichiatra, ovvero la persona deputata alla loro prescrizione, è una grande risorsa all’interno del percorso psicoterapeutico. Il farmaco infatti può aiutare la persona ad abbassare in tempi relativamente brevi il sintomo, soprattutto nel momento in cui questo arriva ad essere tale per cui diventa invalidante per la persona. Assumere il farmaco, a volte, aiuta sinceramente ad abbassare l’intensità del sintomo e quindi poi facilita anche il lavoro psicoterapeutico che ovviamente deve essere affiancato alla farmacoterapia.

Ci sono tuttavia pazienti che hanno una grande paura dei farmaci in generale e soprattutto degli psicofarmaci. Tuttavia, al netto dell’introduzione appena fatta, il farmaco deve essere un sostegno che viene dato alla persona solo fino a quando la persona ne ha strettamente bisogno. Il farmaco deve essere tolto il prima possibile, ovvero nel momento esatto in cui la persona non sente più la necessità totale di assumendo. Nel momento in cui il sintomo non è assolutamente invalidate, il farmaco, va rimosso.

Molte persone infatti continuano a sentirsi malate appunto proprio perché prendono un farmaco tutte le mattine, o due volte al giorno, tre volte al giorno. Avere sempre le pastiglie con sé, non fa altro che ricordare sempre e costantemente alla persona che è malata e che si sta curando e che ha bisogno di prendere quei farmaci perché altrimenti non riuscirebbe nelle faccende quotidiane. Il rischio è infatti quello di sviluppare una dipendenza per cui il farmaco diventa la copertina di Linus e da conforto, sicurezza.

Il farmaco quindi può essere utile e in alcuni casi dovrebbe essere prescritto e assunto, ovviamente non deve essere fatto con leggerezza, tuttavia non appena necessario lo stesso, in accordo con il medico, deve essere sospeso. 

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