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Ansia: cronicità, evitamento, anticipazione

pubblicato il 29 marzo 2018

I disturbi d'ansia sono numerosi e anche molto diversi tra loro. Si parla ad esempio di attacco di panico, di fobie, di ansia generalizzata, di ipocondria e via dicendo. Sono anche tra i più frequenti, basti pensare che se ci si riferisce solo agli attacchi di panico é stimato che circa il 30% della popolazione li abbia sperimentati, o li sperimenterà, almeno una volta nella vita.


Ci sono però due meccanismi dell’ansia che dal mio punto di vista incidono particolarmente sul perpetrarsi del problema e quindi sulla cronicizzazione del problema stesso.


Sono i meccanismi di evitamento e di anticipazione


I meccanismi di evitamento consistono in tutti quei comportamenti che vengono agiti (o meno) per tenersi lontano da fonti ansiose: evitare di fare qualcosa o evitare di andare in posti specifici; ad esempio una persona che ha avuto un attacco di panico in autostrada potrebbe sviluppare un meccanismo di evitamento che la porta a non guidare più in autostrada, ma continuare a guidare solamente in strade cittadine; una persona che ha avuto un attacco di panico aereo potrebbe essere portata, tramite un meccanismo di evitamento, a viaggiare esclusivamente in treno, e così via.


Questo era il primo meccanismo; il secondo riguarda l'ansia anticipatoria, ossia un pensiero che diventa invasivo nella testa della persona e che la proietta in uno stato di ansia vera e propria, anche alla sola idea di trovarsi in una particolare situazione o di dover fare qualcosa. La preoccupazione cresce anche solo pensandoci.


Ovviamente questo meccanismo va a braccetto con l’evitamento poiché, insieme, fanno entrare la persona in un circolo vizioso in cui da un lato è portata ad evitare una determinata situazione o comportamento e dall'altro questo comportamento evitante aumenta sempre di più la paura della paura, terrorizzando alla sola idea di poter compiere un'azione o di trovarsi in una determinata situazione.


Lo stato ansioso aumenta, portando progressivamente la persona a limitare i suoi margini di manovra e le sue esperienze, costringendola a vivere schivando letteralmente le preoccupazioni o le situazioni che potrebbero causarle ansia.


Dal mio punto di vista questi due meccanismi, spesso trasversali ai diversi disturbi ansiosi, determinano in maniera importante la cronicizzazione degli stessi.


E’ quindi sicuramente importante affrontare l’ansia, ma lo è altrettanto fare attenzione a questi meccanismi prima che si impadroniscono della (qualità) nostra vita.

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