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Perché ti scelgo, ma poi ti lascio?

pubblicato il 28 maggio 2018

“Perché in tutto il mondo scelgo proprio te e perché poi alla fine ci lasciamo?”.


Queste sono due domande da un milione di dollari a cui però voglio provare a dare una risposta; anche con l'aiuto di una collega, Umberta Telfener, che nel suo recente libro “letti sfatti” offre numerosi spunti di riflessione.


La collega suggerisce che il desiderio, l’attrazione, il fascino che si provano per qualcuno siano legati al rivedere e riscoprire nell'altro qualcosa di sé che era andato perduto, qualcosa che si era nascosto così bene da non sapere più dove fosse finito e che quindi, nel momento in cui lo si rivede nell'altro ne si viene immediatamente attratti, affascinati. L’altro attira a sé perché lo si brama, ci si vuole riappropriare di ciò che non si ricordava neanche più di avere, ma che fa stare bene.


Poi però ci si lascia e questo è apparentemente inspiegabile , difficile da dire e difficile da comprendere.


Proviamo però a seguire questo ragionamento: nel momento in cui ci si riappropria di ciò che si considerava perduto, ma che finalmente è stato ritrovato (grazie al partner), non si ha più bisogno che sia l'altro a darlo, non serve più poterlo prendere da lui/lei, lo si sente nuovamente proprio e quindi ciò che l'altro sapeva offrire e che attraeva in lui diventa improvvisamente inutile, superfluo, diventa anzi (spesso) argomento di conflitto.


Ciò che ha unito è anche ciò che adesso distanzia. I motivi per cui ci si è scelti sono quelli che ora fanno cessare la relazione.


Ho voluto condividere questo contributo poiché a mio avviso è uno spunto di riflessione nuovo rispetto alle motivazioni che determinano l'inizio e la fine delle relazioni, che secondo me vale la pena approfondire.

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