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Disturbi dell'umore: tra depressione e bipolarismo

pubblicato il 10 settembre 2018

Facciamo chiarezza sui disturbi dell’umore, di cui la depressione maggiore è sicuramente il più frequente e conosciuto.


Questi sono numerosi e presentano dei sintomi particolarmente differenti tra loro.


L'unico elemento che li accomuna è un'alterazione del tono dell’umore. Questa alterazione può essere di tre tipi differenti: 

  • una sintomatologia depressa, quindi con una flessione del tono dell’umore verso basso;
  • una sintomatologia maniacale, quindi con un innalzamento irrazionale, ingiustificato, del tono dell’umore;
  • un umore misto, chiamato anche disforico, in cui le flessioni sono sia verso l'alto che verso il basso. Sono quindi presenti sia degli episodi di tipo maniacale, sia degli episodi tipo depressivo.


Un'altra categorizzazione importante nella definizione dei disturbi dell'umore è che questi possono essere di tipo unipolare o bipolare.


Unipolare significa che da un rumore in equilibrio c'è una flessione solamente verso uno dei due poli. Ad esempio da un umore in equilibrio si passa ad un umore depresso per poi tornare ad un umore in equilibrio, oppure si passa da un umore in equilibrio ad uno di tipo maniacale e poi successivamente nuovamente ad uno in equilibrio; oppure ci sono le flessioni dell’umore di tipo bipolare. In questi casi c’è un’oscillazione su entrambi i poli, da un'umore in equilibrio si passa ad esempio ad un umore depresso e successivamente ad un umore maniacale.


I disturbi dell’umore, facendo riferimento al manuale diagnostico più conosciuto, il DSM-V, vengono suddivisi tra disturbi di tipo depressivo e disturbi di tipo bipolare. 


Per quanto riguarda i disturbi di tipo depressivo il primo è sicuramente la depressione maggiore, a cui dedicherò una serie di video nel prossimo futuro, in modo da poterla approfondire al meglio.


Il secondo tipo di disturbo depressivo è un disturbo da disregolazione dell’umore dirompente: questo è caratterizzato principalmente da scatti di ira e di rabbia ed è diagnosticato solamente durante l'infanzia e l’adolescenza, quindi in soggetti minorenni.


Dopo di che esiste anche il disturbo depressivo persistente che è di fatto simile alla depressione maggiore, poiché ne condivide la gran maggioranza dei sintomi, con un’intensità leggermente minore, ma per un periodo ben più lungo, infatti si parla di circa due anni per la durata della sintomatologia.


In ultimo c’è il disturbo dell’umore disforico premestruale,  che è una new entry nel manuale diagnostico. Presenta tutte quelle sintomatologie che possono essere connesse alla alterazione dell'umore che, come dice il termine stesso, sopraggiungono nella fase premestruale.


Per quanto riguarda invece i disturbi bipolari, la seconda categoria disturbi dell’umore, questi sono caratterizzate dal disturbo bipolare di tipo 1, di tipo 2 e dal disturbo ciclotimico. Su questi ho già fatto un ampio video dove spiego cosa sono i disturbi bipolari e quali sono le loro caratteristiche.


Vediamo ora ulteriori dati particolarmente salienti sui disturbi dell’umore.


I disturbi dell'umore vengono solitamente diagnosticati a circa due anni dalla loro insorgenza; nonostante la diagnosi precoce sia una parte fondamentale del percorso di cura, vengono diagnosticati a circa due anni dalla loro insorgenza poiché spesso la richiesta stessa di aiuto è tardiva, costringendo quindi la persona a vivere in uno stato di grave difficoltà anche per un lungo periodo prima di trovare il coraggio di chiedere aiuto.


Un altro dato importante è che in Italia è stimato che circa il 11,2% della popolazione nel corso della propria vita svilupperà, o sarà comunque portato a vivere, un disturbo dell’umore. 11,2% non è sicuramente una percentuale irrisoria.


Un ulteriore dato importante è che c’è un'incidenza molto maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Il rapporto è di circa di 2 a 1, cioè circa il doppio delle donne, rispetto agli uomini, soffre di disturbi dell’umore. Questa differenza tende a ridursi progressivamente con l'avanzare dell’età, infatti superati i 60-65 anni il rapporto torna ad essere 1 a 1, non essendoci più una differenza significativa tra uomini e donne per quanto riguarda la depressione in età senile.


Infine è bene sapere che il periodo di insorgenza, solitamente è compreso tra i 20 e 40 anni.


Questo video aveva lo scopo di spiegare in termini semplici i disturbi dell’umore, che non sono caratterizzati esclusivamente dalla depressione maggiore, a cui invece ci si riferisce solitamente quando si parla di questi, bensì sono costituiti da un insieme di patologie e di sintomi ben più ampio, che può essere categorizzato e spiegato come ho appena ho provato a fare.

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