Come funziona il primo colloquio con lo psicologo psicoterapeuta? Com’è strutturato e quali informazioni punta ad ottenere? Molte persone nel momento in cui si approcciano per la prima volta alla terapia si chiedono che cosa dovrebbero dire o come dovrebbero comportarsi.

Il primo incontro è per definizione un incontro conoscitivo, quindi lo psicologo deve accogliere le richieste che vengono portate, deve andare ad indagare il problema quindi qual è la motivazione principale o le motivazioni per cui appunto la persona chiede una consulenza e dall’altro lato deve anche riuscire a tenere sottocchio uno schema generale di intervento quindi deve riuscire a comprendere il più possibile ed il più velocemente possibile quali sono le aree di interesse da indagare durante la terapia. Ciò che cerco di fare durante il primo colloquio è assumere una visione il più panoramica possibile della situazione, il primo incontro non è strutturato per andare direttamente in verticale sul problema specifico che la persona porta quanto sulla costituzione dell’indice che metaforicamente seguirà la terapia.  Questo è importante per comprendere sia gli argomenti importanti in funzione del problema riportato sia quelli inerenti al percorso terapeutico da affrontare. Alcuni di questi sono pre-compilati perché rilevanti per chiunque come la famiglia d’origine, altri invece sono legati al soggetto e alla situazione specifica.

Non si può pretendere che un terapeuta comprenda in un colloquio tutta la vita di un paziente sarebbe ingenuo dal punto di vista del paziente e presuntuoso da quello del terapeuta. Lo scopo del primo colloquio è quindi riuscire a comprendere quali sono gli elementi e gli argomenti salienti da andare poi ad approfondire.

 

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