Come funziona la chiusura di una terapia? Mi concentro sempre su come trovare il terapeuta su come rendere efficace la propria psicoterapia, su come funziona la fase di consultazione. Oggi invece ci concentriamo su come avviene la chiusura della terapia. La risposta più giusta è: dipende. Dipende dal paziente, dal terapeuta, dal tipo di terapia che è stato svolto, ci sono tuttavia una serie di caratteristiche che secondo me sono rappresentative di tutte le chiusure dei percorsi.  Naturalmente mi sto riferendo a terapie che sono risultate efficaci sia dal punto di vista del terapeuta sia dal punto di vista del paziente quindi in qualche modo entrambi sentono che è arrivato il giusto momento di chiudere il percorso.

In questi casi il primo step è quello di dilatare gli incontri, la cadenza della terapia a tre colloqui a distanza di un mese oppure ogni 5 settimane, in modo tale da andare a fare il bilancio e comprendere cosa ha funzionato e cosa è necessario andare a modificare ed aggiustare.  Successivamente ci si saluta, si dà la chiusura definitiva alla terapia anche se non è questa l’ultima volta in cui paziente e terapeuta si vedono. L’ultima volta avviene circa a seiotto mesi al massimo periodo in cui si fissa il colloquio di follow up. Quest’ultimo non è una riapertura del percorso ma un secondo colloquio di chiusura che viene fatto a distanza di tempo in modo tale da verificare quali cambiamenti sono stati consolidati e quali cambiamenti si sono innescati, che strada ha fatto il paziente durante questi mesi. Questo incontro di follow up non viene sempre fatto, ci sono infatti percorsi particolarmente brevi oppure percorsi che affrontano tematiche che non lo richiedono. Dal mio punto di vista è comunque sempre vantaggioso sia per il paziente che per il terapeuta per mettere alcuni puntini sulle I e riuscire a comprendere e consolidare alcuni cambiamenti che inevitabilmente si sono innescati nel tempo ma di cui il paziente magari non ne ha piena consapevolezza.

 

 

 

 

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