Il problema dello psicologo e della buona riuscita della psicoterapia è spesso lo “psicologhese”, termine forse non Italiano ma che indica il linguaggio tecnico dello psicologo che viene utilizzato, ahimè, troppo spesso all’interno della stanza di terapia. Questo, a mio avviso, è uno dei principali problemi della riuscita e dell’efficacia dei percorsi psicoterapeutici. La psicoterapia è già di per sé complessa, è difficile chiedere aiuto, presentare la propria situazione, il problema e parlare con una persona che non si conosce, tutto questo viene ulteriormente complicato se lo psicologo utilizza una lingua straniera, complicata e tecnica. Oltre a tutta la fatica che la persona pone nel mettersi in gioco si trova anche a dover imparare una nuova lingua e questo è una delle principali resistenze alla terapia.  L’utilizzo di termini tecnici, formule estremamente complesse che fanno parte del linguaggio tecnico che si richiede il paziente apprenda generano in quest’ultimo grande confusione, una sensazione di distanza e una sensazione di fraintendimento spesso perché è già difficile potersi comprendere utilizzando un linguaggio comune e terra terra, ancor peggio se si utilizzano termini complessi.

Quindi cosa fare? Si deve riuscire a parlare il linguaggio del paziente e si deve riuscire a farlo nel linguaggio che il paziente propone. Non è quindi il paziente che deve adattarsi allo psicologo quindi oltre presentare il problema non deve anche imparare la lingua dello psicologo ma deve essere il terapeuta che deve imparare il linguaggio del paziente, deve essere il terapeuta a parlare la lingua e il lessico del paziente. Solo in questo modo la psicoterapia può essere resa accessibile e soprattutto efficace in tempi brevi.

 

 

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