Quali sono le principali motivazioni alla base di un tradimento?

Riguardo questo argomento ci sono numerose correnti di pensiero: chi sostiene che confessare sia l’unica possibilità. Chi ritiene invece che un tradimento non debba mai essere confessato e chi invece sostiene diversamente che il vero tradimento è l’atto stesso del confessare poiché gesto aggressivo nei confronti del tradito.

Aldilà delle differenti correnti di pensiero sintetizzate le motivazioni che, a mio avviso, stanno alla base della confessione di un tradimento sono principalmente due: la volontà di interrompere la relazione o la volontà di proseguirla.

Nel primo caso la persona tendenzialmente non ha la forza sufficiente di assumersi la propria responsabilità nell’interrompere la relazione pertanto mette in atto un tradimento in modo da “gettare la palla bollente” dall’altra parte del campo quindi nelle mani del tradito. In questo modo permette al tradito di interrompere la relazione in modo che non sia lui, traditore, a farlo scaricando quindi anche la responsabilità dell’azione. In questo caso il traditore potrebbe affermare “Io ho sbagliato, ma sei tu che, a fronte di ciò che io ho fatto, mi stai lasciando”.

Il secondo caso invece è l’esatto opposto ovvero si confessa il tradimento nel tentativo di rimanere nella coppia e trovare la forza attraverso il partner ed il suo successivo controllo di interrompere la relazione extraconiugale.

Generalmente, nonostante la comunicazione di un tradimento sia sempre un atto aggressivo, le motivazioni alla base sono queste accennate. La differenza sostanziale viene svolta dal modo stesso in cui la comunicazione viene effettuata che differenzia le due volontà: interrompere o ricostruire.

 

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