Il termine “sexting” deriva dall’unione delle parole inglesi “sex” (sesso) e “texting” (pubblicare testo). Si può definire sexting l’invio e/o la ricezione e/o la condivisione di testi, video o immagini sessualmente esplicite ed inerenti alla sessualità. Spesso vengono realizzate con il cellulare e vengono diffuse attraverso WhatsApp, siti, e-mail, chat.

Spesso tali immagini o video, anche se inviate ad una stretta cerchia di persone, si diffondono e possono creare seri problemi, sia personali che legali, alla persona ritratta. L’invio di foto che ritraggono minorenni al di sotto dei 18 anni in pose sessualmente esplicite configura infatti il reato di distribuzione di materiale pedopornografico. 

 

MA QUANTO È DIFFUSO?

 

Da una recente ricerca condotta su più di 15000 adolescenti italiani (2014) risulta che uno/a su 4 si fa almeno un selfie al giorno, l’85% ne condivide almeno qualcuno sui social e fa il ricorso ai programmi di foto ritocco prima di postare le proprie foto (53%, ovvero 1 ragazzo/a su 2) (Telefono Azzurro e Doxa kids, 2014).

La stessa ricerca ha evidenziato che il 36% dei ragazzi conosce qualcuno che ha fatto sexting e il 13% dei ragazzi si è iscritto o ha scaricato una app di incontri.

Da una ricerca recente (2013) di una helpline europea (Kids Help Phone) con i propri utenti, è emerso che essi sono soliti fare sexting per divertirsi, per piacere sessuale, come risultato di pressioni altrui, come scherzo, per combattere la noia, come gioco tra amici. E’ importante sapere inoltre che il fenomeno interessa sia i ragazzi che le ragazze, anche se sono prevalentemente i ragazzi sia a inviare che a ricevere messaggi a sfondo sessuale. 9 genitori su 10 ritengono invece impossibile che il figlio possa spogliarsi e mettere sue immagini/video online (fonte: Telefono Azzurro e Eurispes, 2012).

 

Uno studio di Ringrose e collaboratori (2013) ha analizzato le discussioni degli adolescenti sui social network e sui programmi di messaggistica installabili sul cellulare, concentrandosi in particolare su quelle a tema sessuale. Alcuni ragazzi, discutendo tra loro sui forum online, acquisiscono ammirazione e reputazione tra i pari in relazione al loro possesso e scambio di immagini che ritraggono corpi femminili, inviate dalle ragazze e considerate come una sorta di valuta per misurare la popolarità. Viceversa, le ragazze sui forum discutevano ampiamente sui rischi associati alla condivisione di tali immagini, sostenendo che possano danneggiare la loro reputazione e far sì che vengano chiamate “sgualdrine” o vengano utilizzati nei loro confronti altri termini dispregiativi. Non riescono tuttavia a sottrarsi a quelle richieste per paura di perdere la relazione affettiva e per il bisogno di ricevere apprezzamenti, poiché esse nutrono la loro autostima.

Secondo una recente indagine condotta dai ricercatori dell’UTMB (University of Texas Medical Branch), il 28% dei minori americani afferma di essere rimasto coinvolto in tale pratica almeno una volta, le ragazze con maggior frequenza dei ragazzi (rispettivamente 68% e 32%).

 

HA DELLE CONSEGUENZE?

 

La pratica appena spiegata e approfondita è soggetta a diverse possibili conseguenze negative e può rappresentare un notevole fattore di rischio nello sviluppo psico-fisico del giovane. In questo senso, l’elemento più preoccupante emerso dalla suddetta ricerca riguarda l’ingenuità generale che circonda il sexting anche negli adulti e le sue possibili ripercussioni, potenzialmente di lungo periodo. Tra i maggiori effetti ritroviamo la perdita di controllo: una volta che l’immagine è stata messa in rete, infatti,  perdiamo il controllo su chi potrà distribuirla. È alta la probabilità che il contenuto possa essere condiviso e possa generare nel soggetto imbarazzo, vergogna, sensi di colpa, umiliazione. Un effetto molto comune di questa pratica è il cyberbullismo; i contenuti pubblicati possono infatti essere utilizzati come strumento per pratiche di vittimizzazione, ostracismo, bullismo virtuale e reale. Infine, purtroppo, sono riscontrati anche effetti nocivi sulla vita delle persone che dalla diffusione di immagini possono giungere ad atti lesivi della propria persona.

 

Il sexting, per essere messo in pratica, richiede maturità e consapevolezza a causa dei rischi che esso comporta ed è necessario avere estrema fiducia del soggetto con cui lo si pratica. Questa persona e la relazione che si crea possono naturalmente successivamente diventare un luogo di complicità, in cui sentirsi più sicuri di condividere le proprie fantasie, quelle che nella vita reale non si realizzerebbero mai o quelle che invece diventeranno realtà.

Con riferimento invece ai bambini, ai minori in genere, e all’uso sempre più precoce della tecnologia, è pertanto urgente la diffusione di progetti di educazione sessuale digitale che possano mettere in guardia i ragazzi piccoli e grandi rispetto rischi che corrono.

 

 

 

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