Sento di avere un disagio, ma non sono sicuro di voler iniziare un percorso psicoterapeutico. Inoltre vorrei sapere se, nel caso in cui non mi trovassi bene, posso cambiare terapeuta?” queste sono delle domande che mi vengono spesso fatte e che all’apparenza possono sembrare banali, nel senso che una persona dice “io sento di avere una difficoltà, sento probabilmente di aver bisogno di qualcuno, ma non so se questo qualcuno è la persona giusta e se effettivamente il professionista a cui mi rivolgo è il tipo di professionista di cui io ho bisogno”, quindi sono domande assolutamente legittime, a cui il professionista deve rispondere.

Innanzitutto deve capire se la prima domanda sottende una scarsa motivazione o se, invece, è effettivamente un dubbio legato all’approccio rispetto ad un professionista comunque un po’ sconosciuto, come può essere lo psicoterapeuta, che vive anche di stereotipi spesso falsi circa il lavoro svolto. 

Rispetto alla seconda domanda, “se non mi trovassi bene posso cambiare?” la risposta è ovviamente “”, ma anche in questo caso è necessario capire cosa vuol dire non trovarsi bene. Non trovarsi bene potrebbe essere legato al rapporto che si ha con il terapeuta, piuttosto che a quello che viene fatto all’interno della stanza, ma soprattutto c’è da distinguere se e come il “trovarsi bene” è connesso in qualche modo alla fatica, poiché se si pensa di rivolgersi ad un terapeuta e non fare alcuna fatica durante il percorso di cambiamento, probabilmente non ci si troverà mai bene con nessuno. Se invece si è pronti a fare fatica, si è pronti ad investire su se stessi, nel caso in cui non ci si trovi bene, probabilmente qualsiasi terapeuta di questo mondo prenderebbe in considerazione la possibilità di parlarne all’interno della stanza e magari suggerire un collega

Sono quindi due domande un po’ trabocchetto, poiché sembrano sottendere un “lato B”, che spesso risulta essere insidioso, ma che è necessario valutare.

Per provare a rispondere però, se una persona vuole iniziare un percorso terapeutico, perché ne sente il bisogno, l’importante è che sia pronta ad assumersi principalmente la responsabilità della fatica, tutto il resto può essere gestito.

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