La dipendenza affettiva si nutre dell’altro, non nutre l’altro. Cosa significa? L’amore o la relazione sentimentale, pur ammettendo che ci sono tante forme di amore ovviamente, parte dal presupposto che io ho degli obiettivi più o meno espliciti in me e perdo la testa per qualcuno che tocca delle corde implicite di cui non sono consapevole: questa è una co-costruzione. Sono io insieme all’altro che grazie anche all’altro riesco ad ottenere ciò di cui ho bisogno. Entrambi otteniamo valore, otteniamo soddisfacimento ed evolviamo insieme. La dipendenza affettiva è esattamente il contrario, cioè io prendo dall’altro.

Vi faccio un esempio. La dipendenza affettiva è come la remora, quel pesciolino che si attacca allo squalo. Immagino l’abbiate vista in molti documentari. La remora si attacca allo squalo perchè ha una ventosa sulla testa e non contribuisce in alcun modo alla sua vita: mentre lo squalo si nutre la remora apre la bocca, cibandosi degli avanzi del suo ospite e rimanendo attaccata con la sua ventosa. Tutto quello che ha dovuto fare la remora nel corso dell’evoluzione è stato sviluppare una ventosa da attaccare sulla testa poi rimane attaccata allo squalo e nutrirsi dei suoi scarti. La dipendenza affettiva è la stessa cosa con l’aggravante di essere anche dannosa per l’ospite nella misura in cui il dipendente affettivo all’interno della relazione prende, esaspera, logora e devasta.

A differenza dell’amore, quindi, non c’è alcun aspetto di tipo costruttivo, ma distruttivo.

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