Dottore ma lei parla e basta?

Molto spesso mi viene fatta questa domanda, soprattutto da persone che per la prima volta si apporcciano ad una psicoterapia. Mi dicono: “ho provato a rivolgermi ad uno psicologo però parlavamo e aldilà della chiacchierata che poteva essere utile, uscivo e non avevo niente. Quindi lei mi da degli esercizi vero? Mi da delle cose pratiche? Mi dice cosa devo fare?”. La risposta è no!

Non ti dico cosa devi fare, non ti do degli esercizi o compitini da fare, magari chiederò di riflettere sulle cose che vengono dette. Lo psicoterapeuta quindi tecnicamente parla e basta, gran parte del proprio lavoro lo pratica parlando. Esistono ovviamente tanti strumenti come i test o pratiche come l’Emdr, tuttavia lo strumento principale con cui lo psicoterapeuta lavora è il colloquio clinico e la parola. Per quanto molte persone credano il contrario io ritengo che la parola genera il pensiero e aiuta la riflessione. La parola è espressione stessa del pensiero e i pensieri sono la cosa più potente che abbiamo. I pensieri per esempio generano buona parte delle emozioni che proviamo, pensiamo per esempio all’ansia quando i pensieri sono troppi, pervasivi, o le ossessioni. È quindi difficile credere che l’ansia non sia concreta, è generata infatti da un pensiero, da un’emozione anche se è difficile credere che non la si senta fisicamente.

Lo psicologo psicoterapeuta quindi non utilizza esclusivamente la parola come strumento di lavoro però questa e il colloquio clinico sono sicuramente i mezzi principali utilizzati da ogni psicoterapeuta e sono anche i mezzi più potenti perché sono i mezzi tramite i quali rappresentiamo la realtà e noi stessi all’interno della realtà. Quindi, modificando il linguaggio che utilizziamo, il linguaggio della mente, modifichiamo anche la mente ed il corpo stessi.

 

 

 

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