Le fobie sono dei disturbi dell’ansia e hanno come caratteristica discriminante una paura irrazionale e irragionevole rispetto ad una situazione specifica o uno specifico elemento.

La persona che ne soffre si rende conto di non essere sottoposta ad un pericolo concreto o reale ma emotivamente viene sopraffatta da paura, ansia, terrore che si manifestano attraverso tachicardia, fiato corto, confusione, problemi gastro intestinali (gli stessi sintoni che caratterizzano picchi di ansia e attacchi di panico).

Lo svilupparsi delle fobie è dovuto a ciò che Pavlov ha individuato come il condizionamento classico: uno stimolo che la prima volta che ci è stato presentato ha suscitato in noi paura e si è ancorato nella nostra testa come terrificante.

Oltre al condizionamento classico, che è il primo ancoraggio tra lo stimolo e l’emozione negativa che e scaturisce, c’è anche il principio dell’evitamento e cioè l’evitamento volontario di quelle situazioni che ci mettono in contatto con la nostra paura: questo da una parte ci protegge ma dall’altra aumenta la preoccupazione che abbiamo per quell’elemento specifico, innescando un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Le fobie si dividono in due macro categorie:

  • fobie di tipo generale come agorafobia, paura degli spazi aperti, o fobia sociale, paura di entrare in relazione con qualcuno o di essere esposti alle relazioni e
  • fobie specifiche connotate dall’individuazione di un elemento in particolare. Le fobie specifiche si dividono a loro volta in fobie di tipo situazionale (legate quindi ad una situazione specifica come trovarsi in ascensore), legate ad animali, ambientali (paura di altezze, temporali, buio), legate a sangue e aghi o di altro genere (paura delle malattie, dismorfofobia…).

Cosa fare? Dipende soprattutto dall’impatto che la fobia ha sulla vita di tutti i giorni. Se l’impatto sulla qualità della vita, che può essere valutato solo dalla persona coinvolta, è alto si può valutare un percorso di psicoterapia che prima di tutto valuterà il perchè e poi valuterà strategie ad hoc per risolvere il problema.

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Se le emozioni che proviamo ci impediscono di vivere come vorremmo, al punto da condizionare negativamente la nostra vita, è il momento di chiedere aiuto.








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