“Fear of missing out” ovvero paura di essere tagliati fuori. Pochi di noi sanno cosa significa questo termine ma in molti ne soffriamo. Stiamo parlando della paura di essere tagliati fuori, rimanere all’oscuro, cosa che si concretizza con la bulimia informativa a cui quotidianamente ci esponiamo.

Questo è presente nel nostro comportamento, nella nostra società, nelle nostre relazioni sociali, lo riconosciamo quotidianamente quando al tavolo del ristorante si è tutti concentrati a guardare il proprio cellulare senza parlare con il proprio vicino.  E’ altrettanto visibile quando si è tutti di fronte al televisore o in metropolitana e il 90% dei presenti guarda un dispositivo con connessione internet.

Non è ovviamente il cellulare “il male” infatti è un mezzo attraverso il quale noi otteniamo dei benefici e agiamo dei comportamenti ormai indispensabili.  Il problema è la patologia, la paura di essere esclusi dall’informazione continua e il bisogno, sempre più impellente, di rimanere connessi e rimanere informati. La continua apprensione alla ricerca di qualcosa di nuovo, il nuovo post di Facebook oppure la nuova Storia su Instagram.

In funzione di questo il nostro cervello sta cambiando e con esso anche le nostre abitudini. Questa paura si sta impadronendo della quotidianità e sta modificando in maniera drastica i nostri comportamenti.

Questo non vuole essere un tentativo di allarmismo ma, al contrario, permetterci di diventarne consapevoli, è infatti esclusivamente attraverso la maggiore consapevolezza che potremo ritornare padroni delle nostre azioni.

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