L’attaccamento questo sconosciuto! L’attaccamento, per usare le parole del suo massimo esponente, consiste in quella spinta innata a ricercare vicinanza con esseri della propria specie nel momento in cui sentiamo di vivere sentimenti di impotenza, paura, accudimento, necessità.

Le teorie sull’attaccamento sono tantissime. Già Freud agli inizi del ‘900 ha provato a teorizzare questo concetto che poi è stato successivamente evoluto. Il suo massimo esponente, il più conosciuto in assoluto è John Bowlby che ha sviluppato il concetto di teoria dell’attaccamento, introducendo oltre alla definizione che ho appena citato, due concetti fondamentali:

  • il concetto di base sicura, individuato con la persona di riferimento, solitamente la madre per il neonato o per il bambino: quella specie di zona franca, di area certa, tranquilla, capace di far sentire protetti da una qualunque potenziale minaccia;
  • il concetto che attaccamento e dipendenza sono due cose completamente diverse: poiché l’attaccamento permette il successivo distacco, la dipendenza invece no.

Esistono numerose ricerche che hanno cercato di andare a definire gli stili e le tipologie di attaccamento, non solo per cercare di comprendere la relazione diadica madre-bambino, ma anche le tipologie di relazioni future che da adulti andremo a sviluppare proprio a partire dallo stile di attaccamento infantile. Mary Ainsworth, ricercatrice, è colei che, basandosi su una serie di esperimenti, ha per prima individuato tre diversi stili di attaccamento: un attaccamento sicuro, un attaccamento insicuro ambivalente ed un attaccamento insicuro evitante.

All’interno del suo esperimento più famoso (che si chiama “Strange Situation”) Ainsworth è andata a analizzare quali sono i comportamenti messi in atto al momento del distacco e nel successivo ricongiungimento tra la mamma ed il bambino. Si è accorta che bambini definiti con un attaccamento sicuro si lamentavano nel momento in cui c’era il distacco, cioè quando la mamma usciva dalla stanza, ed erano però consolabili nel momento in cui la mamma rientrava. L’attaccamento di tipo insicuro ambivalente prevede una grande disperazione del bambino al momento in cui la mamma si allontana e un’inconsolabilità nel momento in cui la mamma si riavvicina. L’attaccamento di tipo insicuro evitante è caratterizzato da un apparente disinteresse nel momento in cui la mamma si allontana e un altrettanto disinteresse nel momento in cui la mamma torna.

Sebbene queste teorizzazioni siano iniziate negli anni ’60, già dagli anni 2000 sono state proposte alcune teorie che hanno connesso lo stile di attaccamento che la persona aveva nella propria infanzia nei confronti della propria figura accudente al tipo di relazioni sentimentali, amicali che poi avrebbe sviluppato da adulto. Ci sono diversi tipi di connessione, ovviamente ora la ricerca scientifica si è evoluta e abbiamo introdotto alcuni termini che sono comunemente conosciuti, come la dipendenza affettiva, il narcisismo ecc… ed esiste una certa corrente scientifica che si è concentrata proprio su questo. Nell’ambito della terapia sistemico relazionale ci sono diversi approcci che prevedono la spiegazione o la comprensione del legame in età adulta, sia rispetto al partner, sia rispetto agli amici, o anche rispetto al proprio figlio o figlia, in funzione del tipo di legame che si era sviluppato (quindi il tipo di attaccamento) con la propria figura di riferimento.

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