Qual è l’impatto, quali sono i risvolti che un disagio psicologico assume nella vita di una persona?

Abbiamo già ampiamente parlato di sintomi, di come funziona la psicoterapia, di disagio psichico. Un articolo propedeutico a ciò che sto per raccontare parla dei due significati del sintomo. Dal mio punto di vista infatti il disagio psichico agisce su due diversi livelli della vita della persona e della qualità della vita della persona stessa. Troppo spesso sia la persona che vive la difficoltà sia il terapeuta si concentrano solo su uno di questi due aspetti ovvero su quello più esplicito, su quello sintomatologico.

Per esempio se un paziente si presenta con una sintomatologia ansiosa spesso il terapeuta si concentra sull’elemento che viene visto come un intruso, estraneo, un invasore negativo che caratterizza la vita della persona e deve essere estirpato. Il lavoro quindi si concentra sul controllare l’attacco di panico e capire cosa lo scatena. Naturalmente questo è un aspetto importantissimo da tener prendete in funzione del benessere del paziente tuttavia ciò che spesso non viene considerato è come la persona tende a riorganizzare la propria vita in funzione, non solo del sintomo, ma anche del disagio psicologico che sta vivendo. Per esempio, il paziente con la sintomatologia ansiosa potrebbe aver iniziato ad evitare delle situazioni che, a suo dire, gli causano gli stati d’ansia come ascensori, autostrade oppure luoghi affollati. Questo progressivamente limita la qualità di vita della persona stringendone sempre di più i gradi di libertà non facendo altro che consolidare, rafforzare e legittimare il sintomo.

Pertanto è fondamentale osservare l’aspetto sintomatologico della patologia ma anche la riorganizzazione della vita della persona a fronte della patologia stessa. 

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