Come non mi stanco mai di ripetere, il lutto è una cosa intima e ognuno di noi ha un proprio modo di viverlo, di rielaborarlo e auspicabilmente di superarlo. Questo vuol dire che non esiste una ricetta, non esiste un modo giusto per affrontare un lutto ma possiamo certamente dire che l’aspetto di condivisione sociale e soprattutto di supporto sociale che ne può conseguire è una grande risorsa. Non solo con la propria famiglia che magari, ahimè, si è trovata a vivere il medesimo lutto e quindi condivide parte dei significati della persona e parte del dolore che la persona sta vivendo, ma anche con le persone care, che magari non sono state in primis coloro che hanno vissuto il lutto, ma assumono e giocano un ruolo importante di sostegno e di confronto all’interno della nostra vita e possono essere in questo caso interlocutori speciali; possono essere coloro che ascoltano, coloro che si fanno depositari della memoria, dei pensieri, delle emozioni e che quindi permettono di far fruire il lento scorrere di tutte le emozioni che in qualche modo si combinano, si compongono e bloccano la persona nel momento in cui vive un lutto, aiutandola a fare ordine.

È in qualche modo un lavoro terapeutico per cui avere un interlocutore, un ascoltatore davanti che è amico e che è capace di ascoltare ed essere depositario della memoria e delle emozioni, permette alla persona di raccontarsi, di rinarrare la storia che ha avuto, la storia del lutto e la storia con la persona persa. E questo permette di andare a fare ordine, permette di riorganizzare il pensiero, permette di ripunteggiarlo, di rinarrare la propria storia soprattutto per quanto riguarda tutte quelle pagine che non appartengono e non apparterranno più al passato poichè la cosa difficile del lutto molte volte è proprio sopravvivere, riuscire a collocare il significato nel futuro senza necessariamente rimuoverlo di chi si è perso.

Se si pensa di non poter riuscire a fare questo passaggio con un amico, un parente, il partner allora probabilmente può essere una buona idea chiedere aiuto ad un terapeuta nel momento in cui ci si rende conto di essere bloccati, come abbiamo detto in questo articolo. 

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Se le emozioni che proviamo ci impediscono di vivere come vorremmo, al punto da condizionare negativamente la nostra vita, è il momento di chiedere aiuto.








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