“Dottore, esiste l’immaturità emotiva?”

Sì, esiste l’immaturità emotiva come esistono tanti altri ambiti di possibile immaturità, ad esempio quella relazionale, quella sentimentale, quella sociale, quella lavorativa. Potenzialmente esiste una maturità e anche di conseguenza una immaturità in qualunque ambito della vita che prevede uno sviluppo, uno sviluppo da una fase acerba (dove abbiamo magari delle competenze di base) ad una fase evoluta, quindi matura, in cui queste competenze sono state sviluppate.

Per quanto riguarda le emozioni, il tema è molto delicato ma altrettanto interessante nel senso che le emozioni di fatto sono ciò che colora la nostra vita, sono ciò che dà senso, significato e governo alle nostre azioni; ci permettono molte volte di andare ad interpretare le situazioni nelle quali ci troviamo e sono il nucleo centrale di qualunque psicoterapia. Le emozioni sono nevralgiche nella nostra vita, chiunque si trovi in uno studio di psicoterapia si trova in un qualche modo a dover fare i conti con le proprie emozioni. Qualunque tipo di patologia conclamata o meno a che fare con un certo tipo di alterazione emozionale: pensiamo all’ansia, ai disturbi narcisistici…  ci sono delle emozioni che sono coinvolte e queste emozioni diventeranno materiale di terapia.

L’immaturità emotiva, dunque, non è un’etichetta diagnostica, non è che una persona possa essere diagnosticata “immatura emotivamente” però ci sono sicuramente tanti diversi comportamenti che la persona mette in atto che potrebbero appunto far sì che gli altri la percepiscano come immatura. Ma cosa accomuna le persone che potrebbero essere definite immature dal punto di vista emotivo? Innanzi tutto l’essere autocentrate che significa pensare solo a sé, parlare solo di sé, porsi in ogni condizione al centro, esattamente come fanno i bambini. Sono delle persone tendenzialmente richiestive, dipendenti, pretendono che gli altri si prendano cura di loro, che svolgano determinati compiti, si aspettano dedizione e attenzione, sono persone difficilmente empatiche (cioè non riescono a comprendere qual è l’emozione dell’altro) e quindi a capire se il loro comportamento in qualche modo sta ferendo qualcun.

Sono anche persone che difficilmente regolano le emozioni, molto spesso ne sono sopraffatte e le devono esprimere indipendentemente che queste siano congrue o meno al contesto sociale; non riescono a limitarsi e non riescono a posticipare l’espressione delle emozioni ed in ultimo sono persone che tendono a non assumersi la responsabilità, soprattutto in termini negativi.

Vedete che già dalla descrizione che sto facendo molte patologie saltano all’occhio: quanti disturbi di personalità possono venire mente? Ad esempio il disturbo narcisistico o quello istrionico ma anche i disturbi dipendenti. Come ho detto non esiste un’etichetta diagnostica che definisce chi è immaturo emotivamente e chi invece è maturo emotivamente, esistono però tutta una serie di caratteristiche che permettono di andare ad identificare una potenziale immaturità emotiva. 

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Se le emozioni che proviamo ci impediscono di vivere come vorremmo, al punto da condizionare negativamente la nostra vita, è il momento di chiedere aiuto.








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