Come raccontavo in un recente post, non sempre lo psicoterapeuta lavora da solo. Il tessuto italiano è fatto di molti colleghi che lavorano in autonomia, svolgendo in maniera efficace le terapie nei loro studi e senza farsi affiancare da altri professionisti.

La mia scelta, come ho già spiegato, è andata in senso contrario a questa e mi sono orientato verso il lavoro in equipe, circondandomi di un team di colleghi con i quali collaboro gomito a gomito (covid permettendo!). I vantaggi del lavoro in equipe visti dal lato del terapeuta, a mio parere, sono almeno tre:

  • la possibilità concreta di andare a migliorare la qualità della terapia poichè lavorando in equipe c’è un confronto costante tra psicoterapeuta e colleghi (in Minds ogni terapia è seguita nella sua interezza da almeno due terapeuti, uno in stanza e un intervisore che prepara ogni singolo colloquio insieme al “frontman”). Oltre al confronto con l’intervisore c’è poi un confronto più esteso una volta al mese con tutti i membri dell’equipe, in cui ognuno porta a rotazione un caso che lo mette particolarmente alla prova avendo a disposizione altre 24 teste che daranno il proprio punto di vista;
  • un aumento e miglioramento dell’efficienza che il terapeuta mette all’interno della terapia. Sapere che c’è un intervisore che prepara ogni singolo caso insieme a te genera un controllo reciproco, permette di non finire all’interno di circoli viziosi o vicoli ciechi. L’altra persona, infatti, ti fa notare cose che tu non noti perchè osservi il caso dall’interno, rimanendone inevitabilmente coinvolto. Tutto questo porta quindi ad una riduzione dell’errore;
  • un aumento rapido ed esponenziale dell’esperienza. Il lavoro in equipe prevede che la competenza clinica del terapeuta non si sviluppi solo sul campo, nelle terapie svolte in prima persona, ma anche dall’apprendimento dalle terapie svolte dagli altri colleghi, un apprendimento dunque connesso alle esperienze altrui. Questo permette di velocizzare la formazione personale e professionale del terapeuta che diventa sempre più capace.

Lavorare da soli e farlo bene è assolutamente possibile ma nel mio caso, per tutti i motivi sopra elencati, non potrei pensare di lavorare senza un’equipe di sostegno.

 

 

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