Uno dei problemi della terapia è la fiducia paziente terapeuta, infatti non è l’orientamento teorico la discriminante di una buona riuscita della terapia ma la relazione che si instaura tra paziente e terapeuta. Qual è il problema che si instaura? Spesso il terapeuta ha una rete inviante, dei professionisti, colleghi, che inviano pazienti soprattutto nel momento in cui si occupano di scienze affini. Su consiglio del collega, magari medico, il paziente chiama chiedendo un percorso appunto indirizzato dal dottore. Lo psicoterapeuta che accoglie la chiamata fa inizialmente delle domande per capire qual è il problema, a fronte delle domande e delle risposte avute si riserva la possibilità di consigliare un altro percorso, un altro orientamento, un altro tipo di intervento. Questa cosa spesso non viene capita, i pazienti iniziano quindi ad essere diffidenti e titubanti sull’efficacia della terapia. Alcuni credono che dietro la mossa del terapeuta ci sia un’imminente fregatura.  Se il paziente non collabora con il terapeuta, la terapia stessa non avrà la stessa efficacia perché per esserlo è necessaria fiducia totale.

Nel caso in cui ciò che viene consigliato dal terapeuta non è assolutamente gradito è bene provare ad effettuare la terapia di cui il terapeuta stesso non è convinto al 100%. Nel caso in cui invece si sceglie di fidarsi del terapeuta che descrive un percorso diverso rispetto quello consigliato dal medico inviante allora è bene fidarsi fino in fondo perché è solo così che si dà accesso alla relazione terapeutica ed è solo così che l’intervento sarà efficace.

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