Oggi propongo una piccola riflessione sull’idea che si ha della malattia mentale, dei suoi stereotipi nella cultura moderna. In paragone alla malattia fisica ci sono delle grosse differenze tra la visione che si ha a riguardo. La malattia fisica innanzitutto è vista come qualcosa che affligge la persona, come qualcosa di cui la persona non ha colpa. La malattia mentale invece ha una considerazione nella società completamente diversa: viene vista come qualcosa di estemporaneo, che esiste solamente nella testa della persona, qualcosa di cui la persona molto spesso ha la responsabilità perché “si fa troppi problemi, perché non capace di affrontare le sfide che la vita pone di fronte”. Ovviamente non c’è nulla di più sbagliato!

Un paziente recentemente mi ha fatto questo esempio, molto rappresentativo di questo argomento. Durante una seduta il paziente mi dice che è stato dal parrucchiere, in negozio erano 4 persone e stavano parlando, molto dispiaciuti, di una persona che hanno in comune che, purtroppo, soffre di un tumore. Contemporaneamente davanti alla vetrina passa una ragazza ed uno dei quattro commenta:” invece quella va dallo psicologo” battuta da cui è nata una risata comune. In quel momento il paziente si è sentito molto a disagio perché, avendo sofferto di depressione, ha capito come la malattia mentale ha una sua dignità, che non gli viene riconosciuta.

Spesso la malattia fisica è vista come una cosa da “estirpare” quindi esterna alla persona e dal suo corpo mentre quella mentale è vista come un problema, qualcosa da cui allontanarsi e da denigrare nonostante l’impatto che ha sulla vita di chi ne soffre è altrettanto devastante di quella fisica. A questo ragionamento si collegano anche tutti gli stereotipi riguardanti la figura dello psicologo e l’andare dallo psicologo:” andare dallo psicologo è da deboli” oppure “è fatto per chi non sa risolversi i problemi da solo”. Anche in questo caso, nulla di più sbagliato”!

 

 

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