Il sintomo è solitamente il motivo per cui la persona sceglie di chiedere aiuto a uno psicologo poiché il sintomo solitamente viene identificato con il problema. Difficilmente invece la persona in autonomia riesce ad accorgersi di come il sintomo o il problema che si trova a vivere altro non è che il tentativo di soluzione di un problema che risulta disfunzionale. Il tentativo di soluzione assume poi la connotazione di un sintomo o comunque di un problema che la persona sente di dover affrontare. Cosa c’è alla base del sintomo? Cosa origina il sintomo in modo tale da renderlo parlante e quindi renderlo così forte da portare la persona a chiedere aiuto? Ci sono due grandi categorie di motivazioni realmente sottostanti alla terapia. Da un lato c’è il trauma, dall’altro ci sono invece i problemi esistenziali. Il trauma è facilmente comprensibile, è un evento, un episodio, particolarmente forte e perturbante, fa perdere l’equilibrio della persona che porta a peggiorare il benessere e la qualità della vita. Il problema esistenziale invece, o i problemi esistenziali, sono qualcosa di più subdolo, qualcosa che singolarmente non sarebbe sufficiente a sviluppare un disagio. Per cui la persona arriva a chiedere aiuto ma, data la multifattorialità del disagio, tocca più contesti, più episodi, più elementi, al punto che c’è una specie di trasversalità di un meccanismo disfunzionale che viene utilizzato quindi al punto che la persona inizia a percepire il disagio che poi la porta a chiedere aiuto. Il trauma ha delle caratteristiche definite, è un evento identificabile, il mostro è ben conosciuto. Al tempo stesso questo rassicura perché la persona è conscia di qual è la causa di ciò che scatena il sintomo, sa dove andare a lavorare e sa bene qual è la direzione da intraprendere. Il problema esistenziale è ben più difficilmente riconoscibile nel senso che emerge in maniera più subdola, solitamente non è immediatamente impattante ma evolve nel tempo, anche in tempi abbastanza lunghi, e non ha un impatto diretto per cui la persona riesce a capire quando il problema sta agendo come accade con il trauma. Con il problema esistenziale è come se la persona piano piano si componesse attorno al problema stesso. Il trauma è qualcosa di esterno, che si inserisce nella vita della persona quindi la persona stessa lo vede, lo trova e lo riconosce come un intrudo. Il problema esistenziale si appoggia alla persona stessa, sta accanto a lei e piano piano diventa sempre più ingombrante finché ne viene schiacciata. 

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