Oltre alla complementarietà di cui abbiamo già parlato, gli altri elementi sono:

  • ascolto/comprensione: ascoltare per comprendere non è affatto scontato. Ascoltare significa avere davvero l’interesse a comprendere cosa desidera l’altro per trattarlo come vorrebbe essere trattato. Molto spesso invece non si ascolta, di conseguenza, non si riesce a capire cosa l’altro desidera e lo si tratta come si vorrebbe essere trattati; il che non significa che coincida con quello che vuole.
  • progettualità: significa avere un intento condiviso comune. Le coppie funzionano non tanto per quello che c’è stato in passato, ma per quello che sperano ci sarà in futuro. Ciò che arricchisce la coppia è il percorso compiuto insieme. Se il progetto è troppo a lungo termine, si tende a concentrarsi sull’obiettivo e si perde di vista il percorso. Se invece la progettualità ha degli step chiari e la coppia sente che li sta percorrendo insieme, allora rimane unita perchè vede il vantaggio reciproco.
  • equilibrio (squilibrato): è legato alla capacità di fare un passo avanti rispetto all’altro ma non contemporaneamente. Come quando si cammina, una gamba si alterna all’altra mantenendoci in equilibrio. L’equilibrio è dato da uno sbilanciamento continuo in cui i due partners non devono muoversi insieme ma in un’alternanza costante volta all’evoluzione reciproca che dia l’opportunità ad entrambi di sentirsi sostenuti nel momento in cui si compie il passo.
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