Quali sono i rischi nel rivolgersi a Dott.re Google per ottenere le informazioni sulla propria patologia?

I rischi maggiori sono tre: spesso l’informazione che leggiamo non solo non è corretta ma è anche difficilmente comprensibile e interpretabile dai non addetti ai lavori a causa dei termini tecnici con cui viene scritta. Gli altri due rischi che si possono incontrare sono più subdoli e complessi ed hanno a che fare con la cura della difficoltà. Il primo è innanzi tutto legato alla definizione che ognuno attribuisce a sé stesso, nel momento in cui una persona si fa auto diagnosi attraverso internet questa sarà portata ad aspettarsi di vivere anche tutti gli altri sintomi che quella diagnosi comporta. Una persona che avverte un tot. di sintomi, leggendo in internet la diagnosi si apre alla possibilità di vivere anche i sintomi letti ma che di fatto non avverte. Leggendo online si apprendono delle informazioni, ci si sente compresi e capiti ma dare un’etichetta al problema ci espone al rischio che il problema si ingigantisca. Un terzo problema che si innesca leggendo online la diagnosi è legato ai precedenti due problemi ed è infatti la difficoltà d’intervento che genera. Il paziente infatti arriva in terapia non solo con la diagnosi ma anche con certezze e convinzioni su come dovrebbe essere effettuata la terapia quindi di fatto fa moltissima fatica ad affidarsi al terapeuta e seguire le indicazioni. La persona è convinta di conoscere bene il suo problema, è convinta anche di conoscere il da farsi quindi difficilmente sarà collaborativa con il terapeuta perché continua a verificare e confrontare quanto egli dice con ciò che ha letto su Dott.re Google.

Naturalmente internet è una grandissima risorsa, spesso da informazioni preziose e particolarmente utili tuttavia ci porta anche a rischiare un sovraccarico di informazioni, troppe informazioni tecniche, specifiche o spesso scorrette. Porta, spesso, ad attribuire etichette ai sintomi avvertiti e causa una difficoltà nel rapporto di fiducia con il terapeuta.  

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