La ridefinizione della domanda è un argomento spinoso dal punto di vista teorico, ancora più spinoso dal punto di vista pratico poiché difficilmente ha un nome comprensibile tuttavia ha un grosso impatto sul comportamento che poi il paziente sceglie di agire. La ridefinizione della domanda non è altro che un allineamento tra ciò che il paziente si aspetta quindi quello che desidera ottenere e ciò che il terapeuta pensa di potere fare strutturando il percorso terapeutico. All’interno della ridefinizione della domanda partecipano molte variabili diverse tra cui: chissà se mi sarà utile, chissà se saprà aiutarmi, chissà quanto durerà e lato terapeuta chissà quali sono le origini di questo problema, chissà che terapia conviene strutturare, come faccio a proporla al paziente in modo che sia utile. Ci sono moltissime variabili che influiscono e concorrono alla ridefinizione della domanda che altro non è che l’allineamento tra ciò che il paziente si aspetta e ciò che il terapeuta pensa sia utile al paziente. Questa è una componente estremamente importante della terapia soprattutto perché permette di andare a sviluppare l’alleanza terapeutica sia la capacità dal punto di lavorare coordinati verso il raggiungimento di un obiettivo comune che è appunto il benessere della persona che chiede aiuto. All’interno del processo di ridefinizione ci sono un sacco di elementi tra cui 3 fondamentali. Innanzi tutto da un lato ci sono le richieste, aspettative, che il paziente ha e dall’altro le risorse quindi le potenzialità e le capacità che possono essere spese sia lato paziente che lato terapeuta. In aggiunta a ciò c’è anche la realtà. I tre elementi fondamentali quindi sono: richiesta, risorsa e realtà che ora vediamo in un esempio.  Prendiamo in considerazione un paziente che si presenta con un disturbo ansioso, ha sempre avuto tratti d’ansia ma ultimamente è peggiorata e vorrebbe stare meglio. Il terapeuta inizia la consultazione, approfondisce qualche area di vita del paziente e comprende che il sintomo è solamente la punta di un iceberg per il quale sarebbe necessario un lavoro approfondito e analitico. Il paziente tuttavia ha il solo desiderio di limitare il sintomo ansioso senza dover necessariamente rivoluzionare la propria vita. Pertanto ci sono le richieste del paziente quindi la domanda che il paziente porta, come il voler risolvere un sintomo ansioso. Le richieste devono essere valutate se verosimili poiché alla richiesta di risolvere un sintomo in un solo colloquio un terapeuta può solo che rispondere che non è in alcun modo possibile. Successivamente si valutano le risorse del paziente, risorse cognitive, emotive ed economiche un terapeuta infatti può valutare la necessità di fare un lavoro di almeno un anno, cosa che comporta costi economici che il paziente magari non può sostenere. A tal proposito il terzo elemento è la realtà ossia ciò che effettivamente può essere realizzato e se non la si tiene conto e si mette in relazione con richieste e risorse difficilmente si riuscirà a strutturare un intervento realmente efficace. In tal caso infatti ci saranno delle aspettative nel paziente che verranno disattese dalle aspettative del terapeuta. 

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