Parliamo di vaginismo e dispareunia, due disturbi sessuali femminili comunemente racchiusi nella dicitura ombrello “dolore genito-pelvico“.

In generale possiamo dunque parlare di in una serie di dolori a livello genitale che vengono provati durante il rapporto sessuale; in particolare il vaginismo è una contrazione involontaria dei muscoli vaginali che nei casi più gravi impedisce il rapporto e la penetrazione mentre in casi meno gravi genera “semplicemente” dolore eliminando la componente di piacere presente nel rapporto. Si può soffrire di vaginismo per motivi diversi e sebbene esistano aspetti biologici che ne sono causa (come casi gravi di endometriosi) è molto più comune che il vaginismo derivi da cause psicologiche. La propria cultura di origine e l’educazione ricevuta durante l’infanzia (specie se religiosa, che legge la libertà sessuale come un peccato) sono fattori psicologici che possono causare vaginismo così come possono esserlo violenze subite e anche problemi di coppia (non è raro che una donna sviluppi vaginismo a seguito di problemi sessuali del partner, come disfunzione erettile o eiaculazione precoce).

Considerando che soffre di vaginismo una percentuale della popolazione femminile in età fertile che va dal 14 al 34% diventa evidente che questo problema (uno dei tre disturbi sessuali femminili), spesso sconosciuto, non è da sottovalutare. Il vaginismo, infatti, porta con sè diverse implicazioni: in primis un’alterazione della libido, un profondo senso di insoddisfazione nei rapporti e anche una paura associata al rapporto sessuale (in certi casi una vera e propria fobia della penetrazione) con conseguente crisi di coppia o crisi identitaria.

Il vaginismo, se legato a cause mediche, richiede uno specifico trattamento meccanico o fisico cui si può abbinare (o sostituire, nel caso di cause psicologiche) un trattamento piscologico. L’obiettivo primario è quello di superare la componente di ansia e stress collegata alla penetrazione dolorosa per permettere alla donna di vivere in maniera soddisfacente la propria attività sessuale.

 

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